“Essere gay è una malattia mentale”, così ai mondiali di calcio in Qatar

“Essere gay è una malattia mentale”, così ai mondiali di calcio in Qatar

“Essere gay è haram ed è una malattia mentale. Molte cose entreranno nel Paese, parliamo di gay. Tutti accetteranno che vengano qui ma dovranno accettare le nostre regole”.

Lo ha affermato l’ambasciatore dei Mondiali di calcio in Qatar, Khalid Salman, 60 anni, ex calciatore, nel corso di un’intervista alla televisione tedesca Zdf che ha curato il reportage ‘Geheimsache Qatar’ che andrà in onda questa sera, suscitando lo sdegno del ministro degli Esteri tedesco, che le ha definite dichiarazioni orribili. L’ammonimento è: evitare di manifestare la propria omosessualità apertamente.

Khalid Salman ha descritto l’essere gay come ‘haram’, ovvero peccato.

Successivamente l’intervista è stata interrotta dal portavoce del Comitato organizzatore dei Mondiali. L’omosessualità in Qatar è severamente vietata e può essere punita con sette anni di reclusione.

Manca poco più di una settimana all’inizio dei Mondiali di calcio in Qatar, che cominceranno il prossimo 20 novembre. È un’edizione storica, perché la competizione si disputerà per la prima volta nel periodo invernale e i campionati nazionali andranno in pausa anticipatamente. Oltre alle critiche per via dell’assegnazione all’emirato con una scarsa storia calcistica l’eco riguarda anche la violazione dei diritti umani, la corruzione e il terrorismo. Le ultime dichiarazioni buttano altra benzina sul fuoco.

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