Le manguste hanno una strategia precisa per difendersi dagli esemplari che si comportano in maniera aggressiva.

Da decenni gli scienziati si chiedono come facciano gli animali a gestire il controllo sociale: sono capaci di ricordarsi le “cattive azioni” dei loro simili?

E di agire in un certo modo anche nei confronti di esemplari problematici ma con i quali non hanno mai avuto a che fare?

Ora abbiamo una risposta, almeno per quanto riguarda un animale in particolare: la mangusta nana (Helogale parvula), che, come si legge in uno studio pubblicato su eLife, ha sviluppato una strategia precisa per gestire la presenza di bulli nel branco.

FINTE LOTTE. Il gruppo dell’università di Bristol che ha condotto la ricerca ha lavorato con alcune colonie di manguste nane allo stato selvatico, ma ormai abbastanza abituate alla presenza degli esseri umani da poter essere osservate da vicino senza problemi.

Come prima cosa, i ricercatori hanno atteso che nelle colonie ci fossero degli scontri (per esempio per del cibo conteso), e hanno registrato i suoni emessi dagli aggressori e dalle vittime.

Dopodiché, nel pomeriggio, quando cioè le manguste sono più attive, hanno riprodotto questi suoni, simulando quindi uno scontro che non stava avvenendo e creando di fatto una reputazione negativa “artificiale” per alcuni esemplari (che erano comunque già stati registrati in atteggiamenti aggressivi, dunque non erano del tutto innocenti). Infine, il team si è messo comodo a osservare come sarebbero andate le cose alla sera.

IN PUNIZIONE! Quando cala il sole, infatti, le manguste nane si riuniscono nelle loro tane e si dedicano alle operazioni di grooming, cioè di pulizia reciproca da sporco e parassiti – un gesto che aiuta a mantenere l’igiene personale di chi lo riceve, ma anche a ridurre l’ansia di entrambi e rinforzare i legami.

Ebbene, quello che il team ha scoperto è che le manguste le cui voci registrate (e aggressive) erano state riprodotte in continuazione durante il giorno ricevevano molto meno grooming alla sera, e in certi casi venivano addirittura escluse dalle operazioni.

Questo nonostante gli altri esemplari della colonia non fossero stati direttamente coinvolti negli “scontri”: a questi animali basta identificare la voce di un compagno violento per decidere di punirlo per le sue intemperanze, ignorandolo e tenendolo ai margini del gruppo.

È la dimostrazione che le manguste nane sono capaci di identificare un membro del gruppo dalla sua voce, e che hanno trovato un modo per gestire gli individui più violenti e scoraggiare le loro azioni.

Fonte: Focus

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