Nel giorno in cui le associazioni culturali abruzzesi denunciano il grave stato di crisi in cui versa la cultura, la senatrice Stefania Pezzopane non demorde e bussa di nuovo alla porta del Ministero della Cultura per rivendicare i fondi del Fus e delle programmazioni di risorse europee 2014/2020. Questa volta l’idea è quella di sostenere un fantomatico Programma Italia 2019, che racchiude tutte le città italiane che, insieme a L’Aquila, sono state ‘trombate’ lo scorso novembre dalla possibilità di partecipare alla candidatura di Capitale europea della cultura per il 2019. Non importa se il ministro Bray ha risposto picche anche all’insistente richiesta della Pezzopane di rivedere il  trasferimento del sovrintendente Fabrizio Magani dall’Abruzzo. E fa nulla se i recenti attacchi al Ministro Trigilia sono solo riusciti solo ad aumentare l’insofferenza dei membri del Governo alle petulanti pretese della petite senatrice aquilana.

SuperStefy, dopo essere riuscita a sventare il “sacrificio umano” delle dimissioni del Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, sente che i suoi super poteri sono tornati. Quindi,  richiama all’ordine agli addetti stampa del Senato e detta le sue condizioni al Ministro.

“Tocca a noi, tocca all’Italia, nel 2019 saremo noi ad avere la capitale europea della cultura”: detta con la sua proverbiale modestia. Poi lancia un convinto appello all’utilizzo di un pizzico di sana anarchia da parte di tutti: “l’Italia può gestire questa vicenda in maniera ordinaria e burocratica o può scegliere di segnare un cammino virtuoso.”

Davanti la recente bocciatura che il comitato europeo ha riservato alla sua città natale, la Pezzopane rivendica con orgoglio le sue responsabilità: “Ho seguito da vicino tutto il percorso fin dall’emanazione delle direttive, avendo avuto lo straordinario onore di coordinare la preparazione del dossier di candidatura della città dell’Aquila.”

Ma ecco la super idea sulla quale punta tutto SuperStefy: “Le città che si sono candidate lavorano da anni, una sarà quella scelta dalla giuria internazionale, ma quella città potrebbe essere la punta di diamante di una rete di città che in questi anni hanno fatto sforzi enormi per ripensarsi, rafforzando la propria missione culturale”.

“La giuria internazionale (in pratica, bastarda per definizione, ndr) ha fatto una prima selezione, e ha lasciato fuori città fantastiche con progetti bellissimi”- afferma sobriamente la Pezzopane, prima di ribattere con il suo pezzo forte- Tra queste anche L’Aquila, che ha investito comunque nel 2019 e che voleva condividere i 10 anni dal terremoto come l’anno della rinascita, della ricostruzione del suo patrimonio culturale.”

A questo punto del comunicato stampa la senatrice, colta da un raptus creativo, si lascia andare a una descrizione della realtà che probabilmente serve a spiegare l’utilizzo dell’aggettivo “fantastico”.


“Siamo rammaricati e delusi, ma pronti a non buttare a mare tanto lavoro e soprattutto una visione del futuro. Le città si sono ripensate, riorganizzate e rimesse a sognare. La proposta è forte e condivisa dalle città: bisogna sostenere il Programma Italia 2019, anche con le risorse del Fus e delle programmazioni di risorse europee 2014/2020. La città scelta potrà porsi come capofila di una rete di città rinnovate e rilanciare il ruolo centrale dell’intera Italia nel contesto della cultura europea. Un modo nuovo, sicuramente più efficace – conclude Pezzopane – di sostenere la ripresa economica, sociale e culturale del nostro Paese”.

In poche parole: non è che avanzano un po’ di soldi del Fus anche per L’Aquila che qui, tra comitati, artisti, esperti, gran ciambellani, professori e trombettieri c’è tanta gente che è rimasta con la voglia?

L’Aquilablog.it, 29 gennaio 2014

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