«Il Don Giovanni? Un classico che trovo un utile talismano contro i più sordidi vizi del nostro tempo come l’ipocrisia e la compiacenza… a piena dimostrazione di quel che soleva ripetere il compianto Eduardo De Filippo “In teatro si vive sul serio quello che gli altri recitano male nella vita”.

Un finale al vetriolo quello di Alessandro Preziosi che in una lettera pubblicata solo sul sito del Tsa e su Facebook saluta e ringrazia il pubblico aquilano e tutti quelli che hanno collaborato con lui. Una lettera dal sapore del commiato, nonostante i due anni di contratto che lo legano al Teatro Stabile d’Abruzzo, ma soltanto come regista delle sue produzioni. Nella lettera traspare l’amarezza per una vicenda che certo non ha fatto onore allo Stabile abruzzese sempre più tirato per la giacchetta dai vari politici di turno.

Si dirà che per il Tsa non c’è nulla di nuovo sotto il sole nella sua ultracinquantennale attività, ma i Natali, i Fracassi, i Federici, i Fabiani, i Centofanti erano sicuramente politici e imprenditori di razza, illuminati e colti, che se “invadevano” il campo lo facevano per interagire e qualificare non certo per occupare o depotenziare per capriccio o fame di potere. Ma tant’è. Il Tsa deve resistere ed esistere e ora la palla passa al nuovo direttore e, principalmente alla Regione, che dovrà mettere in pratica le idee di un entusiastico D’Alatri che ha tanta qualità e voglia di fare. Se riuscirà a conquistare indipendenza e a lavorare in sinergia con le maggiori istituzioni d’Abruzzo, al di fuori delle logiche politiche e partitiche, potrà far esistere il più importante ente culturale regionale insieme con la più antica e storica Barattelli. Preziosi resta una parentesi triennale che sicuramente ha dato lustro e risonanza mediatica al Tsa.

«Ringrazio innanzitutto per l’entusiasmante esperienza di questi tre anni tutto il pubblico abruzzese – continua l’artista nella lettera – e lo staff del Tsa. Un particolare ringraziamento va agli aquilani che hanno dato a me e ai componenti del mio gruppo, la possibilità di condividere valori “diffusi” come la determinazione, l’amore per il teatro e le sfide progettuali. Grazie agli spettacoli ospitati e a quelli prodotti si è creata non solo una magia teatrale, ma anche sociale e morale e quindi un sentito ringraziamento va a tutti gli amici, i colleghi, i registi, gli attori e i produttori che hanno accettato di collaborare sotto la nostra Direzione per la buona riuscita degli obiettivi. Al caro amico Alessandro D’Alatri, nuovo direttore artistico, vanno tutti i miei più tempestivi e appassionati auguri di buon lavoro. Sono orgoglioso, di avere ancora per lungo tempo la possibilità di tenere alto il nome del Tsa nella tournée del Don Giovanni, con il quale do appuntamento agli spettatori della stagione aquilana».

di Antonio Di Muzio, Il Messaggero

 
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