di Maria Cattini – La XPress, società che gestisce l’Aeroporto dei Parchi, ha annunciato per la prossima settimana un evento pubblico durante il quale saranno presentati alla città i 60 neo assunti al termine di una selezione dai ritmi estenuanti. Si tratterà di una vera e propria “festa di addio”, durante la quale madri e fidanzate potranno salutare i “fortunati” facchini, prima della loro partenza. Infatti, la gran parte degli operai neo assunti, come precisa la XPress, sarà destinata alle “sedi” di Milano, Ispra, Venezia, Bologna, Pisa, Bari, Cagliari, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Palermo e Catania. L’aeroporto di Pescara non risulta nella lista, probabilmente perché -come ha anticipato l’amministratore unico Giuseppe Musarella ad Abruzzoweb- l’aeroporto dell’Aquila “non entrerà in concorrenza con nessun altro scalo limitrofo”.

“Stiamo procedendo alle assunzioni – ha anticipato Musarella ad AbruzzoWeb – I dipendenti saranno impiegati nell’attività amministrativa, in quella fisica di rampa, come facchini per carico e scarico degli aeromobili, e in quella di distribuzione, come autisti”.

Musarella ha anche confermato che, per ora, non sarà possibile svolgere attività nello scalo aquilano, ma anche che, “una volta a regime, potranno rientrare tutti nel capoluogo entro 24 mesi”.

Assunzioni lampo, quindi, per un aeroporto che ancora non apre ma prima o poi, promettono, “andrà a regime”. D’altronde è bastato alla Xpress meno di un mese per scegliere accuratamente chi assumere tra le 3.500 domande pervenute presso la sede dell’Aquila. Una selezione con dei ritmi impressionanti: almeno 150 candidature esaminate al giorno, compresi i giorni festivi. Una media da far impallidire le selezioni del Grande Fratello.

Ma la società che gestisce l’aeroporto, la XPress, come asserisce il sindaco Cialente e l’assessore all’Aviazione Iorio, è affidabile e seria. Chiunque pensi male è un “nemico dell’Aquila”. Nemici, gufi, gossippari, guasconi che, se solo ne avesse i poteri, il sindaco bandirebbe volentieri per sempre dal suolo cittadino. Loschi personaggi da mandare anche più lontano delle “final destination” dei 60 selezionati per un impiego all’Aeroporto dei Parchi, l’importante “volano per lo sviluppo economico e turistico della città dell’Aquila”.

E poco importa se, per assumere 60 persone per almeno 24 mesi, la XPress abbia usufruito di 800 mila euro dei fondi disponibili nel bando “Lavorare in Abruzzo 3” (6 milioni di euro in tutto) . Sì, esatto: lavorare “in” Abruzzo, che in italiano ha un significato ben preciso. In dialetto calabro, chissà. Come prime finalità e obiettivi del bando per attingere ai finanziamenti si legge infatti che: “Il presente Avviso pubblico, è finalizzato all’incremento ed alla salvaguardia dei livelli occupazionali regionali”.

E sempre sull’avviso pubblico “Progetto lavorare in Abruzzo 3” è scritto che, per usufruire dei finanziamenti: “Il luogo di lavoro deve essere ubicato all’interno dei confini geografici della regione Abruzzo. È fatta espressa eccezione per i c.d. “cantieri mobili”. Sono previste forme di distacco, conformemente a quanto disposto dall’art. 30, D.Lgs., nr. 276/03 e dai C.C.N.L. di riferimento.”

E sono sempre i requisiti previsti del bando a svelare il mistero delle 60 unità operative per un fantomatico aeroporto che promette di aprire da mesi ma alla fine non apre mai: “Le imprese medie o grandi di nuova/o costituzione/insediamento– come è appunto la XPress che ha spostato tempestivamente la sua sede legale a L’Aquila- possono beneficiare esclusivamente degli incentivi riservati alle nuove assunzioni di cui alla precedente lettera a). Le candidature devono prevedere nuove assunzioni non inferiori alle 50 unità.”

Speriamo solo che, con questi presupposti, la generosa “festa di addio” organizzata in città dalla XPress per la prossima settimana non si trasformi, in realtà, in qualcosa di più drammatico.

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