Ieri la prima assemblea regionale del Pd, a L’Aquila ed in diretta streaming (nuova panacea democratica), nel corso della quale oltre alla proclamazione del neo segretario eletto Marco Rapino, è stato eletto anche presidente Camillo D’Alessandro.

Questo è sicuramente il primo fatto politico vero del nuovo partito regionale: a sorpresa, rispetto alla presidenza annunciata nei giorni scorsi di Alexandra Coppola, seconda al congresso, c’è stata l’elezione del sottosegretario alla presidenza della Regione. Scelta dai pochissimi precedenti visto che, essendo il presidente un cosiddetto ruolo di garanzia, va ed è sempre andato in genere alla minoranza (o comunque a una delle minoranze). Nel “nuovo” partito regionale d’Abruzzo, invece, lo tiene la maggioranza, che già aveva raccolto due settimane fa oltre il 70% dei voti alle primarie, dunque, ancora più incomprensibile.

O forse, no: il quadro che si è delineato nei vertici del pd abruzzese, infatti, è nella realtà la riproposizione del duo Paolucci-D’Alfonso. La Coppola, comunque, ieri ha fatto confluire i suoi voti sul segretario, convergendo «nella maggioranza, che non è più quella del 70%, ma quella del 70 più 15» come lei stessa ha dichiarato. «Con questa maggioranza traghetterò la nuova segreteria regionale» ha dichiarato soddisfatto Rapino, iniziando il suo intervento con una nuova sfida: «Dove siamo, dove vogliamo andare. Quale futuro per le nuove generazioni».

Tra gli interventi, il neosegretario Rapino ha ricordato di non essere «per un partito padronale ma per un partito autonomo, vero, che avrà un dialogo costante al suo interno e porterà istanze da portare anche a chi governa», e per un partito rinnovato, pieno di giovani ed unito. Dal canto suo, per il nuovo presidente D’Alessandro «la sfida di questa assemblea regionale che punta al rinnovamento è complessa; può essere utile al segretario Rapino a supportare non solo il governo regionale, ma tutte le amministrazioni sul territorio».

Molti i volti noti presenti ieri, aquilani e non, assente invece l’altro dei candidati al congresso, Alessandro Marzoli. Sull’elezione del presidente i delegati vicini a Paolo Della Ventura si sono astenuti, mostrando che la scelta non è stata condivisa da tutti, dando al tempo stesso un segnale di apertura; d’altra parte non sembra questa prima scelta della nuova gestione abbia suscitato l’entusiasmo di molti tra i “democratici” abruzzesi. Nel suo intervento Della Ventura ha sottolineato che la trasparenza, streaming a parte, dovrà venire fuori dalle decisioni prese dal partito regionale, e l’autonomia nella composizione degli organismi e delle relative scelte che assumeranno sarà l’indice del rinnovamento reale del partito. Che sia lui la “garanzia” vera del nuovo Pd Abruzzo?

Laquilablog.it, 15 marzo 2015

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