di Maria Cattini – Il Sindaco dell’Aquila, dopo la scomparsa da FaceBook,  ieri sera è tornato a monologare in diretta con i suoi cittadini attraverso la vecchia e rassicurante tv. Con il ritiro delle dimissioni, l’annunciato “nuovo corso” di Massimo Cialente inizia proprio così: con un mediatico salto all’indietro nel tempo.

Per non perdere lo spettacolo, abbiamo dato una spolverata allo schermo e acceso il televisore, anche per raccontarvi cosa è andato in onda ieri sera.

Dopo la sigla, uno statico primo piano perennemente sfocato sembrava rappresentare al meglio i pensieri del sindaco, mentre il conduttore/giornalista/cameraman Carlo Gizzi provava in maniera altrettanto confusa ad alternare le sue domande a quelle dei cittadini che, a ogni telefonata, tenevano molto a precisare cdi voler “rivolgere una domanda al sindaco” e non alla signora maestra.

Anche se la linea telefonica cadeva puntualmente sulle domande più incalzanti, Cialente non si è mai sottratto dal rispondere. Mentre il conduttore Gizzi era impegnato- con scarsi risultati- a mettere a fuoco l’inquadratura e a sostituire i cameramen misteriosamente evaporati dallo studio, il sindaco dava fiato a tutta la sua logorrea, condividendo particolari insignificanti o momenti della sua vita istituzionale e familiare. Aneddoti dove lui è sempre una specie di Nembo Kid che lotta contro il male e non sbaglia mai un colpo. Anzi: se nel corso della ricostruzione post sisma ci sono state scelte sbagliate o dubbie, il sindaco ha sempre ricordato di aver “avvertito il Governo”, “io ho provato a ribellarmi”, “io ero contrario”, “io ero solo contro tutti”.

I telespettatori che si aspettavano un cambio di passo, clamorose rivelazioni sul progetto di ricostruzione della città, o più semplicemente una visione, un’idea vincente, un piano generale ma concreto al quale affidare le speranze per una qualità di vita migliore, sono rimasti ovviamente delusi. 
“Cavallo Pazzo” Cialente, umanamente simpatico, è andato avanti per quasi due ore con la solita storia di complotti orditi contro di lui e, quindi, contro L’Aquila. Mentre il sindaco raccontava di interessi e nemici occulti, l’inquadratura si stringeva spietata sul suo viso nervoso che ricordava sempre più quello dell’ispettore capo della gendarmerie Charles Dreyfus. Ma anche il nome dell’ipotetico ispettore Clouseau non è mai stato svelato. Al solito, Massimo assicura il suo pubblico di conoscere “il mandante” senza mai farne il nome. A L’Aquila, si sa, si può accettare di asserire tutto e il contrario di tutto, ma guai a fare i nomi di eventuali responsabili dei disastri. Non sta bene.

Per chi non avesse tempo o modo di rivedere l’esilarante trasmissione, proviamo a riassumere gli unici punti degni di nota dopo due ore di chiacchiere.

Il SUICIDIO DELL’AVATAR SU FACEBOOK
Nell’era dell’e-democracy e delle smart city, Cialente ha deciso di tornare nella vita reale e di suicidare il suo avatar virtuale su FaceBook, dove da tempo aveva accettato di confrontarsi con i cittadini. 
“Si vive bene anche senza FaceBook”, ha risposto il sindaco a Gizzi che, in questo caso, non poteva essere più d’accordo. Gizzi, quando non occupa gli studi televisivi e il suo hobby culinario,  è anche il giornalista istituzionale della Regione Abruzzo, famoso per quell’idea bislacca consigliata al Presidente Chiodi di investire “nell’innovativo” progetto della fan-zine da 120 mila euro di soldi pubblici, da distribuire a pagamento nelle edicole abruzzesi. Per fortuna, all’ultimo momento, Chiodi ha ritirato il progetto altrimenti, visti i recenti scandali consumati in camere d’albergo, non osiamo immaginare i contenuti della pubblicazione per “illustrare al meglio l’attività della giunta regionale” .

MASSIMO “ICARO” CIALENTE CONTRO IL SOLE
Nuovo attacco del sindaco contro il Sole24Ore, del quale ha messo in discussione la credibilità e la serietà. Poi ha cominciato a parlare di misteriose “vocine” che suggerirebbero al quotidiano finanziario più importante d’Italia cosa scrivere. Sembrava proprio di assistere a una scena diretta da Blake Edwards. Cialente ha contestato la cifra totale di “60 miliardi” per la ricostruzione.  “E’ fuori della realtà”, ha ripetuto. Ma ha dimenticato che, solo pochi minuti prima, ripercorrendo la storia della cognata, ha ammesso lui stesso che è impossibile calcolare i costi della ricostruzione. Proprio come sostenuto  dal giornalista del Il Sole24Ore, i rimborsi e gli espropri, alla fine, potrebbero costare molto di più di quello finora preventivato.

MASSIMO “INDRO” CIALENTE CONTRO L’ORDINE DEI GIORNALISTI
“Hanno invitato i cittadini a denunciare alla stampa eventuali notizie sulla mia famiglia”, ha riferito nervosamente Cialente. “E’ uno scandalo che l’Ordine dei giornalisti non sia intervenuto malgrado le numerose querele che ho presentato”. Peccato abbia dimenticato di invitare il presidente Pallotta nel giro di consultazioni con tutti gli ordini. E’ toccato quindi a Gizzi fare la difesa della categoria. Ma Cialente non è sembrato convinto.

MASSIMO FORREST GUMP
“Abbiamo tantissimi impianti sportivi, il problema è la loro gestione”. Gizzi si guarda bene dal sottolineare che della gestione e dei costi è un aspetto che va affrontato prima di costruire o di investire in un impianto sportivo. Dopo è troppo tardi.
La nostra piccola soddisfazione è stata quella di prendere atto che Cialente ha ammesso uno dei punti che L’Aquilablog ha sempre contestato sulla “ricostruzione” degli impianti sportivi. Troppi, disordinati e costosi. E adesso chi se li accolla?

Alla fine delle due ore di trasmissione, l’unica cosa che ci ha colpito e suggestionato di più è stato appunto quel viso perennemente fuori fuoco del sindaco. Sfocato come il futuro della città che è tornato da poco a governare.

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