di Maria Cattini, Linkiesta.it – In Abruzzo, il concorso per aspiranti dirigenti scolastici (Concorso Dirigenti Scolastici D.D.G. 13 luglio 2011 pubblicato sulla G.U. n. 56 del 15 luglio 2011) è stato accompagnato, sin dall’inizio, da polemiche, ricorsi e contestazioni. Una storia infinita che non aiuta ad avere fiducia nel futuro e che desta sospetti di inefficienza e approssimazione, se non ombre sull’applicazione di principi di trasparenza.

La preselezione, in pieno stile melodramma, avvenuta attraverso il famoso “quizzone” (quasi 6.000 quiz su 8 aree tematiche da memorizzare in un mese, dei quali circa mille sbagliati o poco chiari, ritirati una settimana prima della prova) ha ridotto drasticamente il numero dei candidati (percentuali tra il 24% e il 30% nelle diverse regioni italiane) e ha prestato il fianco a un numero enorme di ricorsi, alcuni dei quali ancora pendenti. Tra difficoltà e contestazioni la procedura concorsuale è andata avanti con l’espletamento delle due prove scritte il 14 e 15 dicembre scorso su tutto il territorio nazionale.

E’ a questo punto che la storia dei 316 concorrenti abruzzesi diventa “una storia infinita”.

In tutte le regioni italiane la correzione degli elaborati scritti procede piuttosto spedita, gli Uffici scolastici Regionali provvedono con regolarità a comunicare lo stato di avanzamento dei lavori (numero di elaborati corretti e in alcuni casi anche percentuale degli elaborati valutati “positivamente”) e il calendario di massima del termine previsto per la correzione e l’inizio dei colloqui orali.

In Abruzzo, forse perchè figli di in dio minore,  inizia un balletto infinito di dimissioni e ricomposizione della commissione giudicatrice.

L’11 ottobre 2011 era stato pubblicato il decreto costitutivo della commissione esaminatrice, così composta: Dott. Della Salda Leonardo, docente presso l’università di Teramo (presidente), prof. Scura Agnello, dirigente scolastico di Bari (componente), prof.ssa Pulejo Concetta, dirigente tecnico Miur (componente) dott.ssa Tinari, funzionario amministrativo dell’USR Abruzzo (segretaria).

Ma il 12 dicembre un nuovo decreto informa che il presidente Della Salda , dimissionario per motivi di salute, è stato sostituito dal dott. Michele di Gregorio, già individuato membro supplente.

Poco più di un mese dopo apprendiamo, dal sito dell’USR Abruzzo, che il dott. Di Gregorio si è a sua volta dimesso per gravissimi motivi di salute e che la commissione, ricomposta, risulta presieduta dal prof. Eugeni Franco, già incluso nella graduatoria degli aspiranti presidenti pubblicata il 3/10/2011.

Lo sconcerto e le perplessità cominciano a prendere piede tra i candidati, che risultano all’oscuro dell’andamento della correzione degli elaborati e dei tempi previsti per la conclusione della procedura. Dall’ufficio scolastico tranquillizzano (un susseguirsi di sfortunate coincidenze!) e rassicurano (la correzione si concluderà entro i tempi previsti – la prima metà del mese di maggio), ma nessuna notizia o informazione viene mai pubblicata ufficialmente.

Il 17 febbraio il colpo di teatro: un ennesimo decreto informa che il prof Eugeni si è dimesso per incompatibilità con un candidato ( a riprova dello scrupolo con cui l’ufficio provvede alle nomine dei componenti la commissione di un pubblico concorso da dirigente!) e viene nominato presidente il prof. Ezio (Concezio) Sciarra. In poche ore su tutti i forum della rete dedicati al concorso rimbalza la notizia e monta l’indignazione.  La nomina di quest’ultimo è stata piuttosto discussa per via di una condanna penale in primo grado, a due anni di reclusione più il pagamento dei danni per reato sessuale, riconosciuta al professore nell’ottobre scorso. La sua nomina alla presidenza del concorso appare, pertanto,  a dir poco inopportuna.

Immediatamente, il 23 febbraio una nota dell’USR informa delle nuove dimissioni, senza specificarne i motivi (forse di opportunità?) e invita i nuovi aspiranti presidenti di commissione a presentare la propria candidatura.

Il giorno 1/03/2012 compare il decreto di nomina dell’ennesimo presidente, il prof. Giampiero di Plinio, ordinario di diritto pubblico presso l’università di Chieti, “per ragioni di urgenza e di necessità”, cioè senza pubblicazione di un bando.

Finalmente le cose sembrano procedere per il verso giusto, la commissione riprende (o comincia?) i lavori e concede anche il beneficio di una comunicazione ai candidati: la commissione prevede di completare la correzione degli elaborati tra la fine del mese di giugno e l’inizio del mese di luglio.

Ma il 21 maggio sbuca un nuovo decreto che nomina la componente Angiolina Ponziano al posto della prof.ssa Pulejo, anche lei dimissionaria per gravi motivi di salute. Ma nulla però sembra perduto: lo stesso decreto informa infatti che i lavori di correzione riprenderanno il 29 maggio.

Tutto procede nel silenzio finché nella notte tra il 10 e l’11 giugno comincia a circolare nei forum del web e nei gruppi di discussione su Facebook la notizia delle dimissioni dell’ultimo presidente di commissione. La mattina dell’11 gli uffici dell’USR Abruzzo vengono presi d’assalto da candidati più o meno sgomenti, più o meno arrabbiati, in cerca di conferma. E la conferma arriva, questa volta tempestiva e rapida, con un nuovo decreto che, intorno alle 11 della mattinata informa che il nuovo presidente, “nominato per ragioni di urgenza e di necessità” è il prof. Marsilio, della Facoltà di Veterinaria di Teramo: i lavori riprenderanno il 18 giugno.

Il concorso a dirigente scolastico in Abruzzo sarà di certo ricordato per questo balletto di nomine a dir poco farsesco, che getta molte ombre sulla regolarità delle procedure.

E’  possibile credere a una serie così anomala di coincidenze (così tanti motivi di salute!) e quale credibilità ha un Ufficio che nomina un presidente di commissione senza accertare le dovute incompatibilità e uno, addirittura, rinviato a giudizio?

Quale garanzie di oggettività e di equità può avere la correzione di elaborati passati al giudizio di menti e competenze tanto diverse (dall’esperto in scienze veterinarie a quello in diritto pubblico)?

Quale garanzie di affidabilità può avere un Ufficio che rifiuta di pubblicare notizie sullo stato di avanzamento dei lavori (ad oggi non è stato reso noto il numero degli elaborati corretti né un calendario di previsione)?

E infine: qual è la condizione psicologica dei candidati abruzzesi rispetto a quella dei candidati delle altre regioni italiane, in molte delle quali la procedura concorsuale è già conclusa o in via di conclusione? I candidati al concorso sono insegnanti, che lavorano, hanno famiglia e hanno investito energie, tempo e denaro per migliorare o cambiare la propria situazione lavorativa, per realizzare “un’idea” di scuola, per contribuire a un cambiamento della società e queste non sono certo le premesse migliori per iniziare, qualunque sia la loro motivazione.

Di certo, chiunque uscirà vincitore da questo concorso, sarà accompagnato dal sospetto generato dalla mancanza di trasparenza e dalle troppe, sfortunate coincidenze.

Condividi