Riceviamo e pubblichiamo dall‘Assemblea Cittadina – “Le due motivazioni, addotte identiche per le due opposte decisioni, sono la metafora della peggiore politica che usa il suo peggiore linguaggio.

Il Sindaco Cialente è tornato ad amministrare la città, ma la situazione resta immutata dal giorno in cui decise di rinunciare al suo ruolo.

Restano del tutto irrisolti i problemi che attanagliano la città e gli aquilani, inerenti la ricostruzione materiale e sociale, il flusso di risorse che dovrebbe essere certo e costante, la gravissima crisi economica, l’altrettanto gravissima crisi sociale, con  la perdita di identità relazionale e culturale di un’intera città.

E’ difficile nutrire anche un solo barlume di speranza che faccia intravedere soluzione a tale scenario, reso ancor più fosco dall’incombente campagna elettorale per le elezioni regionali, con il suo prevedibile balletto di posizionamenti e ri-posizionamenti.

Riteniamo che affidare ad un magistrato la garanzia e la tutela della legalità, nella  funzione politica di vice sindaco, non sia un buon risultato per la Politica. Siamo convinti che sia la manifestazione più evidente della sconfitta di una politica incapace di svolgere il suo ruolo.

L’assemblea cittadina  si è sempre battuta per l’informazione e la trasparenza: avere gli strumenti per comprendere e partecipare ai processi è il miglior antidoto per sconfiggere il malaffare e per innescare quella vigilanza democratica del territorio in grado di tenere lontana la criminalità organizzata. Solo il cittadino informato è, altresì, in grado di contrastare l’evidente e subdola campagna mediatica, tesa a diffondere dati non reali, in merito al denaro speso per la ricostruzione nel cratere. Nulla è cambiato, dal giorno delle dimissioni, i problemi, evidentissimi, sono ancora più gravosi.

Riteniamo che un cambiamento sia ancora necessario: lo era 10 giorni fa, lo è ancora più pressante oggi”.

Condividi