di Maria Cattini – Meritocrazia, trasparenza, partecipazione, credibilità delle istituzioni. Tante belle parole che se non seguite dai fatti rischiano di rimanere un vuoto esercizio stilistico per gli amanti del glossario politichese. Sarebbe tanto interessante quanto divertente riprendere le affermazioni di poco fa, casualmente in tempo di campagna elettorale. Eppure basta accennare al tanto temuto “clientelismo” ed eccoli là i politici, che indistintamente si sentono insultati e offesi, vittime di un sistema in cui invece non fanno che recitare da sempre la parte dei carnefici.

Oggi su Abruzzoweb è stata pubblicata questa notizia che non stentiamo a considerare vera: “L’AQUILA: GUERRA SULLE 128 ASSUNZIONI, ‘CALCIOMERCATO’ TRA RIUNIONI E INSULTI“.

[…] ogni pezzo da 90 dell’amministrazione ha messo le sue richieste nel primo tavolo delle trattative, pretese tutte evidentemente sovradimensionate: la classica tattica del chiedere 100 per avere 50, che, però, ha surriscaldato gli animi visto che, da quanto si è appreso, nella riunione sono volati insulti.
Il più accreditato partecipante all’incontro non ha fatto richieste esose da un punto di vista numerico quanto piuttosto su un piano qualitativo, pretendendo infatti l’assunzione di tre figure di spicco.
Sempre da quanto si è appreso, tra i nomi fatti ci sono quelli di tre dirigenti attualmente a incarico. Mario Di Gregorio, Ricostruzione, Eugenio Vendrame, comandante della polizia Municipale e del settore, e Patrizia Del Principe, Assistenza alla popolazione: potrebbero essere premiati con un contratto blindato.
Un altro dei convenuti ha chiesto invece un po’ a sorpresa l’assunzione di 5 insegnanti e 5 assistenti sociali, procurandosi gli strali di chi ha evidenziato che le 128 figure da mettere sotto contratto dovrebbero prevalentemente essere impiegate nella ricostruzione e non è certo questo il caso.
Un terzo esponente, infine, ha messo sul tavolo una maxi lista di 90 figure da inserire, queste sì, nel mega settore della Ricostruzione per affrontare con una squadra potenziata la fase 2, quella che ancora si spera possa dare uno sprint alla rinascita della città.
I tre esponenti sono “big” del Partito democratico ma è chiaro che la partita è appena cominciata e gli altri schieramenti non staranno a guardare: il vertice è stato aggiornato anche perché si attendono molto presto le liste degli altri componenti della maggioranza che governerà il capoluogo per i prossimi cinque anni, ingolositi allo stesso modo.

E allora? Non è questo clientelismo allo stato puro? Nonostante le tante emergenze da affrontare i, sempre meno, “nostri” politici, continuano imperterriti a praticare la mai sopita arte della raccomandazione. D’altronde in un Paese che ha normalizzato la doppia morale e che premia i servi del padrone, cosa dovremo insegnare ai nostri figli? Potremo citare Woody Allen spiegando che «i politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale».
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