di Maria Cattini – Nuovo allarme precari al Comune dell’Aquila: 120 sono a rischio rinnovo del contratto. E puntuale è iniziata la campagna dei politici in difesa dei “posti di lavoro”. Ma chi sono questi 120 dipendenti tanto pre-cari ai politici locali?

I precari sono personale assunto con contratti Co.co.co, spesso senza espletare concorso pubblico o, solo in casi più rari, dopo aver superato una selezione. Il loro contratto a tempo “determinato” deriva proprio dall’eccezionalità dalle modalità della loro assunzione, effettuata spesso in deroga ai limiti stabiliti dalla legge nazionale, alla effettiva disponibilità di posti da ricoprire nella pianta organica o alle necessarie coperture finanziarie per garantire assunzioni a tempo indeterminato. Insomma, un escamotage per aggirare tutti quei limiti e quelle procedure che dovrebbero essere adottate nei casi di vere e proprie assunzioni.

Queste deroghe- per alcuni vere e proprie scorciatoie- ufficialmente sono possibili solo in virtù di due criteri ben precisi: la temporaneità del contratto e l’assunzione legata alla realizzazione di un singolo progetto bene preciso. Per questo, a chi firma quei contratti viene esplicitamente evidenziato che il contratto ha una durata di un anno, massimo rinnovabile una sola volta.
Ma siamo in Italia. E tutti sperano, una volta messo un piede dentro la pubblica amministrazione, qualsiasi sia il modo con il quale siano riusciti ad entrare, di non uscire più. Per buona pace di leggi e regolamenti.

Già lo scorso giugno, alla vigilia dell’ennesima scadenza, si era presentato lo stesso problema. La soluzione? Una “leggina salva precari del Comune dell’Aquila” approvata dalla Camera che permetteva di prorogare i contratti almeno fino al 31 dicembre 2013. In quell’occasione, lo stesso ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini pose, a nome del governo, la questione di fiducia sull’approvazione. Anche allora, l’allarme era il blocco della pratiche della ricostruzione. Praticamente la stessa scusa utilizzata, pochi mesi più tardi, per giustificare il ritiro delle dimissioni del Sindaco. “Si bloccherebbe la ricostruzione”, spiegavano i politici di centro sinistra i sulla stampa e nelle televisioni locali.

Finita la proroga, ecco che ritorna puntuale il nuovo “allarme precari del Comune dell’Aquila”. Il solito gioco delle parti fatto sui cittadini che non hanno nessun “pre-caro” al Comune che tuteli i loro interessi. 
In questo caso, parliamo dei 60 dipendenti di Abruzzo Engineering- selezionati senza alcun concorso pubblico- e di altrettanti assunti mediante selezioni con contratti a tempo determinato ed altri fortunatissimi cittadini assunti a chiamata diretta come collaboratori co.co.co.: i primi impiegati essenzialmente nei settori tecnici e i secondi nel sociale.

Per quanto riguarda i lavoratori di Abruzzo Engineering (società pubblica in liquidazione partecipata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30 da Finmeccanica attraverso Selex Service Management e al 10% dalla Provincia dell’Aquila) la convenzione stipulata tra i vertici aziendali e il Comune scadrà il prossimo 28 marzo, mentre per gli altri i tempi sono molto più ridotti: il termine è fissato al 28 di questo mese e alcuni sono già stati messi in ferie obbligatorie visto l’imminente addio.

I politici sanno bene che favorire ancora una volta i soliti noti è una decisione odiosa ed impopolare, ed è per questo che devono presentarla all’opinione pubblica come “dolorosa e necessaria”: quale scusa migliore che l’ipotetico rischio di blocco della ricostruzione? Se ha funzionato per Cialente funzionerà anche per loro e ogni qual volta si debba far passare qualcosa di poco logico ma molto furbo.

Oggi il delicato compito di lanciare per primo l’allarme è stato affidato al dirigente del dipartimento Ricostruzione del Comune, Vittorio Fabrizi, che assorbe gran parte dei precari con più anzianità di servizio e la quasi totalità delle risorse di Abruzzo Engeneering, Fabrizi, in questo gioco delle parti, è perfetto nel ruolo de “il tecnico” che supporta la ragione politica delle misure che si desidera far accettare.

Non c’ è da stupirsi, quindi, se il buon Fabrizi, che finge di scordare le modalità e gli obiettivi per i quali i precari sono stati assunti, indirizzi una lettera accorata a quelli che presto si proporranno all’opinione pubblica come i risolutori dei problemi, guarda caso, i suoi referenti politici: il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e gli assessori Pietro Di Stefano (Ricostruzione), Alfredo Moroni (Lavori pubblici) e Betty Leone (Personale). 
Il solito giochetto con il quale il centrosinistra aquilano, da anni, sistema e stabilizza i propri “pre-cari” nella pubblica amministrazione. Per buona pace della ricostruzione che, seguendo queste logiche assistenziali, più tarda a essere conclusa, e meglio è.

AGGIORNAMENTO: Immancabile il comunicato dell’ultima ora nel quale l’assessore al personale al Comune dell’Aquila, Betty Leone, ha reso noto che l’ente ha attivato tutte le procedure e gli atti necessari a consentire la proroga dei contratti del personale precario del Comune, a decorrere dal primo marzo. “Siamo in attesa che ci vengano trasferite le somme, per precisare gli aspetti contabili, definiti i quali – ha chiarito l’assessore – possiamo procedere, rassicurando sin da ora i dipendenti”. Così come scontato il ringraziamento “al lavoro parlamentare portato avanti congiuntamente dal sottosegretario Giovanni Legnini e dalla senatrice Stefania Pezzopane”.

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