di Maria Cattini – Dopo cinque mesi dalla prima messa in onda su Raitre, è molto istruttivo rivedere i 13 minuti della trasmissione di Report dedicati all’aeroporto dell’Aquila.

Arduini, Musarella e l’assessore all’Aviazione Emanuela Iorio spiegano a un attonito Antonino Monteleone quale sarà il prossimo futuro dello scalo aquilano. Ma malgrado le le loro rassicurazioni, nulla è cambiato: manca ancora l’autorizzazione ad aprire e la struttura è desolatamente vuota. Sono solo spuntati altri 197mila euro del progetto Air.Net (poi ridimensionati a 130mila euro) che Arduini aveva annunciato nel 2011 alla stampa, ma si è dimenticato di elencare al giornalista di Raitre.

Ecco i 13 minuti della trasmissione, interessanti anche i 5 minuti riguardanti Comiso (dove l’aeroporto aspetta di essere aperto ed è costato fino ad ora 50 milioni di euro)per le molte analogie non ultima con l’imminente campagna elettorale che si aprirà in Abruzzo:

Il sistema aeroportuale italiano è da tempo in crisi. Ci sono troppi aeroporti e la presenza pubblica è considerata eccessiva. Per fare un esempio, sei aeroporti, in 4 diverse regioni, sono costati 300 milioni di euro. Secondo il presidente Enac, Vito Riggio, gli enti pubblici devono lasciare la materia aeroportuale, mettere tutto nelle mani del mercato e chi avrà i numeri resterà in piedi. Il Ministro Passera ha stabilito quali aeroporti sono da considerare strategici, quelli sostenibili, quelli indispensabili. Ma, soprattutto, quali aeroporti non sono più utili al paese. E chi vuole tenerli in piedi, ne sosterrà direttamente i costi.

D.:”Cosa rappresenta un aeroporto per un città come Comiso di 30 mila abitanti in una campagna elettorale?”
R.:”Io posso solo dirle che il sindaco che c’era prima di me e ha avuto questa idea è deputato regionale da due legislature…”
D.:” Quindi funziona, diciamo?”
R:”…””L’aeroporto prima di essere un volano di sviluppo è un volano di consenso che, in campagna elettorale, può essere determinante”

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