di Maria Cattini – Un’informazione «non veritiera e denigratoria», «incompleta e parziale» ha cagionato alla Fiat, e in particolare al sub-brand Alfa Romeo Mito, un danno patrimoniale  e non patrimoniale che è stato quantificato in 7 milioni di euro. Questa la motivazione della sentenza che ha condannato la Rai e Corrado Formigli, a causa di un’inchiesta che il giornalista aveva condotto per conto di Annozero.  Molte le posizioni contrastanti con molti giornalisti che si sono scagliati contro la Fiat e Sergio Marchionne.

La lettera di Milena Gabanelli al Corriere della Sera – la Fiat  è proprietaria de La Stampa e secondo azionista del gruppo Rcs che edita Il Corriere della Sera – sulla incredibile sentenza torinese contro Corrado Formigli  è un ulteriore  punto di vista che fa riflettere sulla libertà di informazione e sul potere dei grandi gruppi di condizionare la libertà di stampa. Ma alla Fiat non bastava il diritto di replica?

«Ci siamo occupati anche noi dell’industria automobilistica torinese, le testimonianze più importanti non sono state raccolte a Torino, perché Torino «è» la Fiat. Non entro nel merito della sentenza, se il giudice ha condannato avrà le sue ragioni. Se la Rai e Formigli faranno appello, in quella sede potranno senz’altro chiedere la rivisitazione integrale della questione. Mi limito a considerare due aspetti.Il primo: la perizia affidata dal Tribunale ad un Collegio di esperti composto dal professor Francesco Profumo, dal professor Federico Cheli e dal professor Salvio Vicari. Profumo, oggi Ministro, al momento del conferimento dell’incarico era rettore del Politecnico di Torino. La difesa di Formigli ha obiettato che il Politecnico di Torino viene finanziato dalla Fiat (nel 2011 Fiat e Politecnico di Torino hanno rinnovato fino al 2014 l’accordo di collaborazione che ha permesso, alla fine degli anni Novanta, di istituire il Corso di Laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo).

Dal curriculum del professor Cheli emerge che: «Da anni è responsabile di una serie di contratti di ricerca tra il Politecnico di Milano e, tra le altre, le società Pirelli Pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto». Salvio Vicari, docente alla Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari e associati. Dentro la Valdani-Vicari troviamo l’ex direttore generale di Teksid France ( gruppo siderurgico fondato da Fiat). Dalla Valdani Vicari invece proviene l’attuale tax senior specialist di Fiat Services. E’ possibile domandarsi se nella loro valutazione ci sia imparzialità?»

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