di Maria Cattini – Nessuna fumata bianca per il rinnovo del CdA dell’Asm Spa (Aquilana società multiservizi). Dopo la  riconferma di Giorgio Masciocchi a presidente dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) dell’Aquila, la nomina del nuovo CdA del Sed e il Rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’Istituzione Centro Servizi Anziani, è atteso da tempo il nuovo CdA dell’Asm.

Fabiani sì o Fabiani no?

Dopo un periodo di maretta tra i due, solo una quindicina di giorni fa, il sindaco, Massimo Cialente, aveva detto “andiamo verso la riconferma di Luigi Fabiani, perchè no? Abbiamo anche identificato due funzionarie del Comune da affiancargli nel CdA. E’ tutto pronto”.

E allora come mai ancora non ci sono notizie delle nomine?

Il bilancio è stato depositato in data 27/06/2013 e la legge che disciplina la proroga degli organi amministrativi (L. n. 444 del 15 luglio 1994) prevede che i membri dei CdA possano essere prorogati sino ad un massimo di 45 giorni dall’approvazione del bilancio. Considerato che la durata dell’incarico è di anni ‘uno’, il CdA della Asm è ormai decaduto e quindi illegittimo.

La legge 444, all’art. 6, prevede che “decorso il termine massimo di proroga senza che si sia provveduto alla loro ricostituzione, gli organi amministrativi decadono. Tutti gli atti adottati dagli organi decaduti sono nulli…I titolari della competenza alla ricostituzione (il Comune dell’Aquila, ndr) sono responsabili dei danni conseguenti alla decadenza determinata dalla loro condotta, fatta in ogni caso salva la responsabilità penale individuale nella condotta omissiva”.

Con la riconferma di Fabiani si andrebbe dunque verso una politica morbida senza stravolgimenti per la governance delle municipalizzate almeno fino al 31 dicembre 2013. Ma la «partita» più grossa è la proposta di riforma delle municipalizzate che deve essere portata in Consiglio comunale con la modifica degli statuti e che prevede, per legge, la soluzione della gestione monocratica, da affidare ad un amministratore unico, oppure collegiale, con due dipendenti del Comune dell’Aquila ed un amministratore delegato nei cda.

A parte ciò che succederà in un Consiglio comunale che si preannuncia ‘bollente’, degli atti che sembrerebbero nulli con un CdA decaduto, chi risponde?

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