di Maria Cattini – Il piano era chiaro: superare la prima preselezione per rivendicare altre centinaia di migliaia di euro a sostegno della candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura per almeno altri due anni. Ed invece la Commissione internazionale riunita al Ministero non si è lasciata impietosire e, pur avendo allungato la “short list” a 6 candidature sulle 21 presentate, ha bocciato quella dell’Aquila senza appello. Seppur con “i complimenti e gli applausi” che tante speranze avevano acceso nel cuore della senatrice Stefania Pezzopane.

In realtà, la bocciatura, viste le osservazioni avanzate dalla giuria europea nel corso del colloquio, era già nell’aria da martedì sera, quando la simpatica delegazione “di eccellenze”- manco fossero stati scelti tra gli ospiti di Villa Arzilla- ha cominciato a preoccuparsi di una sola cosa: che fine faranno i 70 mila euro che il Comune dell’Aquila ha impegnato per sostenere la candidatura nel corso del 2014?

Sono bastati due comunicati stampa della senatrice Pezzopane e quello del nuovo Assessore alla Cultura del Comune, Betty Leone, provvidamente nominata appena un giorno dopo la deludente prestazione, a dirimere ogni dubbio. 
“Il progetto va avanti”, ha assicurato Betty dopo un pomeriggio di imbarazzato silenzio. “Il lavoro che abbiamo portato avanti fin qui non va disperso”, ha ribadito Stefy.

Teoria supportata anche dal quotidiano “Il Centro” che oggi, senza il bisogno di alzare un sopracciglio, ha riportato tutta la versione di Stefy, assicurando che “il progetto di 70 mila euro comunque non verrà riposto nel cassetto”. E certo, che pagano loro? Dopo tutto cosa sono 70 mila euro contro i 9 milioni di euro di debiti fuori bilancio che pesano sulle casse del Comune. Siamo a L’Aquila dove, in nome della cultura, si può tranquillamente continuare a investire sui vecchi compagni di partito, anche dopo clamorose bocciature.

“Un ringraziamento doveroso e sincero va al nostro coordinatore Errico Centofanti che ha svolto un lavoro egregio, elaborando un documento di candidatura serio e completo”: ha riportato zelante il cronista de Il Centro stando attento, più che a verificare la notizia, a evitare errori e refusi.

Ed erano mesi che la Pezzopane la menava indisturbata sulla stampa locale con “l’ottimo lavoro”, “le migliori eccellenze”, “abbiamo scelto con cura i membri della delegazione”, “non abbiamo nulla da rimproverarci”. Oggi che l’operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto, è un’eresia chiedere alla Pezzopane, che per altro gode di un lauto stipendio da senatrice, di dare finalmente un esempio concreto della sua generosità e abnegazione e pagarsi per una volta il dottore da sola?

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