di Maria Cattini – «Totale disinteresse del Sindaco, Massimo Cialente, per “Mayor for Peace” (Consiglio dei Sindaci per la Pace). Prima aderisce e poi si dimentica dell’ambasciatore». La denuncia arriva da Pina Calì, una cittadina che accusa il sindaco per la brutta figura della nostra città nel mondo. Perchè sì l’ambasciatore il monaco ambasciatore Sekiguchi Toyoshige, che presiede tutti i G8 e G20 per sollecitare ai grandi del mondo un urgente Stop al Nucleare e Pace ed Armonia nel mondo e tra le religioni, di passaggio da L’Aquila a maggio, diretto al G8 in Irlanda, sarebbe stato snobbato dall’amministrazione comunale e in primis dal Sindaco, a detta della Calì, oltre a non aver provveduto alle spese per l’ospitalità dell’ambasciatore.

«Ad aprile 2013, per l’ennesima volta, mi sono recata a villa Gioia – ci racconta Pina Calì –  per chiedere chi avrebbe affrontato le spese del soggiorno dell’ospite giapponese. C’era da programmare una ospitalità degna di una città candidata alla cultura e al turismo. Il sindaco mi rispose che lui non aveva denaro per ospitare l’ambasciatore ma che avrebbe rispettato comunque l’appuntamento del 29 maggio». «Ma come? – Continua la Calì – Un Sindaco part-time con la professione medico ospedaliero di una città terremotata allo sbaraglio, con rendita da onorevole, Sindaco, medico,  non ha denaro per ospitare 3 giorni l’ambasciatore che viene dal Giappone per incontrarlo? E’ una vergogna!».

Sekiguchi ha presentato, come da programma, al sindaco la petizione mondiale per l’abolizione delle armi nucleari a partire dal 2020, promossa dai Sindaci per la Pace di tutto il mondo.

Racconta la Calì, «il monaco ambasciatore è stato gratuitamente alloggiato presso  il B&B Le Pratoline a Santa Rufina di Roio.  Il 29 maggio, come da programma, abbiamo fatto la Marcia della Pace lungo via XX settembre, eravamo in pochi ma buoni.  All’arrivo davanti alla casa comunale di villa Gioia, il monaco ha fatto la sua preghiera e, alla fine,  è rimasto in attesa di qualcuno dell’amministrazione comunale che venisse ad accoglierlo.  Dopo oltre mezz’ora di attesa, nella quale il monaco è rimasto in piedi,  si è presentato il vice sindaco Riga e poco dopo il sindaco che finalmente accoglie il monaco. Massimo Cialente gli ha regalato un libro e lo ha liquidato chiedendogli di parlare al G8 in Irlanda. Neanche l’auto per accompagnarci! Se non ci fosse stato Pierpaolo Pietrucci con la sua auto personale, con tanto di seggiolini per bambini, non avremmo avuto neanche quello! Tutto qui l’impegno del Comune».

E conclude la Calì, «il bello è che ora siamo alle porte del G20 a San Pietroburgo e Sekiguchi Toyoshige vorrebbe sapere che ha intenzione di fare il nostro Sindaco…».

Il Sindaco, interpellato, spiega che «l’amministrazione agisce per atti e nessuna richiesta formale è stata mai avanzata affinchè si mettessero in att le procedure e le relative delibere». E conclude «l’iniziativa della sig.ra Calì, seppur meritevole, è stata del tutto personale e non condivisa con il Comune per quanto riguarda l’organizzazione».

Toyoshige Sekiguchi dopo aver raggiunto la città di L’Aquila, per poi partire alla volta dell’Irlanda, ha portato un messaggio di pace per i leader mondiali. Il monaco anti capitalismo ha prima raggiunto la capitale Dublino, poi Belfast e Enniskillen, dove con la sua protesta silenziosa è arrivato alle porte del G8.

Era l’ottobre del 2011 quando, su proposta ufficiale dell’assessore Pierluigi Pezzopane (sollecitato da Pina Calì), la Giunta comunale dell’Aquila aveva condiviso l’iniziativa di “Mayor for Peace” (Consiglio dei Sindaci per la Pace), promossa dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki, che punta all’abolizione delle armi nucleari entro l’anno 2020, tramite il programma “Vision 2020”. Un’organizzazione non governativa, registrata presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, alla quale aderiscono aderiscono oltre 4800 enti locali di tutto il mondo, attualmente presieduta dal sindaco di Hiroshima Matsui Kazumi.

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