di Maria Cattini, Linkiesta.it – “Il Governo non sa dove reperire le risorse necessarie alla ricostruzione, dobbiamo stare in campana”. E’ un Cialente in versione nazional popolare quello che, all’uscita dall’incontro con il vice ministro dell’economia e delle Finanze, Stefano Fassina, cerca di tirare le somme. Già le premesse non erano entusiasmanti. L’aver affidato un tale delicato incontro sul tema dei fondi della ricostruzione al sempre più “spaesato” viceministro Fassina, e non al titolare Saccomanni, doveva infatti far presagire un esito non proprio positivo della riunione. Il “monito” lanciato dal Sindaco dell’Aquila al termine della stessa- “dobbiamo stare in campana”- lascia alla nostra fantasia immaginare che alto scambio di opinioni ci deve essere stato tra Cialente e il responsabile nazionale dell’economia e lavoro del suo stesso partito, Fassina appunto. Lo stesso Fassina che solo ieri sera, a Report, ha cercato di riconquistare credibilità con lo sketch “devo andare, perdo il treno” inscenato per evitare di rispondere alle domande dei giornalisti.

Immaginiamo l’inconfondibile sguardo da cerbiatto impaurito del vice Ministro sgranarsi davanti alle richieste di Cialente: “abbiamo bisogno di 700 milioni di euro l’anno in tre anni per rispettare il cronoprogramma e l’avvio dei lavori in centro storico”. 
Chissà se il Sindaco, almeno al ministero, sia stato in grado di illustrare il progetto di ricostruzione generale che dice di avere chiaro in mente ma che, al momento, rimane sigillato lì. Presentarsi a Roma, dopo cinque anni, ancora col cappello in mano, pretendendo di avere i soldi sol perché “c’è una città da ricostruire”, comincia a essere una debole motivazione, soprattutto in tempi di magra come questi.  Forse Cialente, da come ha gestito la ricostruzione fino ad ora, non deve averlo ancora capito. 
Chissà se il Sindaco, che ambisce a far diventare L’Aquila Capitale europea della Cultura nel 2019, è riuscito a spiegare al vice Ministro come sono stati spesi finora i fondi dello Stato e quelli provenienti dalle donazioni. Chissà se avrà elencato tutte le strutture consegnate dai donatori chiavi in mano (vedi i vari auditorium) e che rimangano chiuse perché nessuno si è posto il problema di come gestirle. Chissà se Cialente avrà elencato la miriade di campi da calcio, calcetto, calciotto, rugby, palestre, piste di atletica mondiali, skidome ha pensato bene di finanziare prima ancora, giusto per fare un esempio, di rendere efficiente la stazione sciistica di Campo Imperatore. Chissà se Cialente, per ammansire il vice ministro, gli abbia fatto dono di una copia “dell’appetibile” agendina tascabile “L’indirizzaGiovani”, nata da un’idea molto innovativa della senatrice Stefania Pezzopane, e finanziata con i fondi raccolti dall’Ance per il terremoto. Chissà se, già che c’era, Cialente non ha chiesto anche a Fassina da fargli “da ponte” con il Ministro dei Trasporti Lupi, in modo da uscire fuori da quell’altro clamoroso cul de sac che è l’Aeroporto dei Parchi.

Ma siamo pronti a scommettere che il compagno di partito Fassina, oltre a rispondere picche alla richiesta di ulteriori fondi, non deve aver preteso troppe spiegazioni imbarazzanti dal Sindaco Massimo Indignados Cialente. Dopo tutto Fassina è pur sempre quel curioso personaggio che, prima delle elezioni politiche, faceva il giro di tutte le tv ad assicurare che la priorità del Pd era bloccare l’aumento dell’Iva e non dell’Imu. Appunto, come raccomanda Cialente, con questo tipo di politici bisogna sempre “stare in campana”.

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