di Maria Cattini – Spinoso problema, ancora irrisolto, quello delle incompatibilità che oggi si arricchiscono anche del decreto Cantone sugli ordini professionali. Non si tratta solo di evitare i cosiddetti collezionisti di poltrone pubbliche ma anche di arginare il fenomeno che vede i controllori diventare anche controllati.

A L’Aquila, dove la Ricostruzione è iniziata da tempo, perdura una rete intrecciata che lega imprese, amministratori e professionisti, con personaggi che si trovano spesso a ricoprire questa doppia figura. Si dirà: ma non esiste una norma specifica che dovrebbe impedire questo conflitto di interessi? Certo, le famose incompatibilità previste dalla cosiddetta legge Barca.

In particolare all’articolo 67 si stabilisce infatti che «le cariche elettive e politiche dei Comuni, delle Province e della Regione, nei cui territori sono ubicate le opere pubbliche e private finanziate ai sensi del decreto legge n. 39 del 28 aprile 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 24 giugno 2009, sono incompatibili con quella di progettista, di direttore dei lavori o di collaudatore di tali opere, nonché con l’esercizio di attività professionali connesse con lo svolgimento di dette opere, ivi comprese l’amministrazione di condomini e la presidenza di consorzi di aggregati edilizi».

Il problema risiede nel fatto che il dispositivo normativo così “confezionato” a L’Aquila non funziona e sono stati davvero pochi gli amministratori che sono incappati nelle sue larghe maglie, il più famoso dei quali è stato l’architetto e ormai ex consigliere comunale, Piero di Piero. Infatti, questo regime di incompatibilità risulta molto più blando rispetto a quello (e a cui il testo si ispira) voluto dopo il terremoto dell’Irpinia, dove l’impossibilità di ricoprire questi incarichi era – per esempio – esteso a tutta la famiglia. Così è successo che un noto progettista aquilano, amministratore pubblico, ha potuto “passare” tutti i progetti alla neo laureata figlia senza incappare in alcun tipo di problema.

Altro aspetto da tener presente è il concetto assolutamente vago di “territorio”. Forse nel nostro caso le zone colpite del terremoto andavano considerate come un vero e proprio unicum. I rapporti tra le diverse amministrazioni sono talmente stretti da un punto di vista politico e personale che ritroviamo amministratori della zona est del cratere che svolgono il ruolo di tecnici nella parte ovest e viceversa. Semplice caso, scambio di cortesie? Anche qui il problema sta nel fatto che non è chiaro a chi spetti l’onere del controllo.

Poi ci sono le anomalie non regolamentate, per esempio l’ingegner Emilio Nusca, vice sindaco del Comune di Rocca di Mezzo che svolge il ruolo di coordinatore dei sindaci delle aree omogenee del cratere (già traballante), ma allo stesso tempo continua a esercitare la professione al di fuori del comune dove è stato eletto. A chi gli ha fatto notare questo problema ha risposto che il suo ruolo non sarebbe normato e che sarebbe puramente nominale. Chi ha memoria ricorderà che proprio Nusca era tra i firmatari dei contratti dei fortunati vincitori del “Concorsone”, quindi il suo ruolo è tutt’altro che formale.

Il sindaco di Ocre, l’ingegner Fausto Fracassi, anche lui progettista, svolge la propria attività privata nel suo stesso comune. Il fatto è stato dallo stesso confermato nell’occasione dell’inchiesta su un presunto abuso edilizio nella frazione di Cavalletto d’Ocre. Oppure l’ingegner Giovannino Anastasio, già Sindaco del Comune di Pizzoli per due legislature e Capogruppo alla Provincia dell’Aquila, che oggi siede in consiglio comunale a Pizzoli, ma svolge anche la sua attività di progettista impegnato nella ricostruzione: è il responsabile dell’area Sisma del Comune di Montereale e lavora anche come responsabile dell’Ufficio tecnico di Villa Sant’Angelo.

Vale la pena di ricordare che, nel frattempo, nell’ordinamento italiano è stata inserita anche un’altra norma sulle incompatibilità, oltre alla Legge Barca e alle incompatibilità già previste nel TUEL (Testo unico enti locali), la legge Severino: sarebbero infatti incompatibili anche i ruoli di amministratore pubblico e “lo svolgimento di incarichi e cariche in associazioni o enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione”. Nello specifico ci riferiamo all’architetto Pierluigi Properzi, già candidato sindaco del Pdl e attuale consigliere di minoranza del Capoluogo, eletto un anno fa Presidente (organo di indirizzo politico) dell’Inu – Abruzzo e Molise. L’Istituto nazionale di urbanistica è proprio un “ente di diritto pubblico nei confronti del quale l’amministrazione” (in questo caso il comune di L’Aquila) finanzia “le attività attraverso rapporti convenzionali”. Infatti, il comune di L’Aquila, come si evince dal sito internet dell’Inu, proprio in virtù di una convenzione, non solo finanzia questa organizzazione ma ha anche la prerogativa di esprimere un membro del Consiglio direttivo. È quindi legittimo il dubbio che possano sussistere condizioni di incompatibilità previste dalla Severino. Se così fosse Properzi, entro quindici giorni dalla sua elezione a presidente della delegazione Abruzzo e Molise dell’Inu (finanziata tra l’altro dalla Regione), avrebbe dovuto optare per uno dei due incarichi. Quindici giorni sono ampiamente passati, ma nessuno ha minimamente sollevato il problema. Properzi è anche membro del comitato scientifico dell’associazione LAURAQ (Laboratorio urbanistico L’Aquila), nata proprio per iniziativa dell’Inu e dell’Associazione nazionale centri storici artistici nell’aprile del 2010. Questa associazione, la cui domiciliazione risulterebbe in via Giosuè Carducci 30 e in viale della Croce Rossa, sedi dell’ex studio associato ‘Properzi-Buccella’, è anche uno dei soggetti chiamati a dar vita al tanto controverso Urban Center fortemente voluto dal sindaco Cialente e dai comitati civici e tornato alla ribalta proprio in questi giorni. Il direttore di LAURAQ è Donato Di Ludovico, tra l’altro segretario della delegazione regionale dell’Inu e assistente universitario del professor Properzi (nel frattempo andato in pensione). Certo siamo di fronte a professionalità di altissimo profilo il cui contributo sarà fondamentale per il futuro della Ricostruzione, ma nell’epoca della trasparenza tutti questi intrecci di ruoli, rapporti, sedi appaiono quanto meno un po’ problematici.

Scorrendo la graduatoria dei vincitori del “Concorsino” si scoprono altre interessanti vicende inerenti le incompatibilità. Marianna Fanale, ingegnere, già alla Sge (Struttura per la Gestione dell’Emergenza) è transitata al Comune con il Concorsino e ora lavora all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, ma è anche progettista di numerosi aggregati nel Comune dell’Aquila. L’art. 67 quater, comma 11, della legge 134/2012 (conversione del decreto legge n. 83/2012) parla chiaro: “Il regime di incompatibilità previsto dal presente comma si applica anche ai dipendenti delle amministrazioni, enti e uffici pubblici, che a qualsiasi titolo intervengono sui procedimenti inerenti la ricostruzione”.

Prima il TUEL, poi la Legge Barca, laLegge Severino e ora il decreto anticorruzione di Cantone, ma chi controlla le incompatibilità? Secondo la normativa è il responsabile del piano anticorruzione che deve contestare l’insorgere delle situazioni di inconferibilità e incompatibilità previste, per poi passare segnalarle all’Autorità nazionale anticorruzione (Civit), all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché alla Corte dei Conti. Ad oggi sembra mancare la volontà politica di un controllo serio che vigili e non c’è, quindi, da meravigliarsi che continuino a proliferare le incompatibilità che, in fin dei conti, nessuno vuole veramente risolvere.

RETTIFICA:

L’ing. Marianna Fanale ha richiesto la seguente precisazione: “I condomini per i quali ho svolto l’attività di progettista, via delle Svolte e via Pier delle Vigne, sono condomini dove sono presenti due abitazioni di mia proprietà. Per il primo, i lavori si sono conclusi il 16/03/2011, mentre per il secondo si sono conclusi il 22/10/2012, in tempo utile (90 giorni) per l’opzione prevista dalla Legge Barca in caso di incompatibilità.

La pratica relativa al condominio di via Persichetti 15 (vedi immagine a destra, ripresa dal sito dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione presso il quale la Fanale lavora, ndr) dove risulto ancora progettista, è stata soppressa. Pertanto non mi riguarda più e non so perchè è ancora presente sul sito dell’Usra. Ritengo una strumentalizzazione l’essere stata citata solo in quanto moglie del consigliere Guido Liris”.

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