di Maria Cattini – Si scaldano i motori in vista delle candidature del M5S alle prossime elezioni regionali in Abruzzo.

Ci siamo, entro mercoledì, gli “attivisti” del M5S Abruzzo decideranno chi saranno i possibili candidati alle prossime elezioni regionali. Ma chi sono questi “attivisti”, dei quali non si fa alcuna menzione nel Non Statuto di Grillo? Per essere considerati “attivisti” nel M5S abruzzese, da quello che siamo riusciti a capire, bisognerà dimostrare di avere doti superiori a quelle necessarie per entrare in Democrazia Proletaria degli anni ’70. In barba alla politica “leggera”, al popolo della rete, al taglio dei costi della politica, per essere considerati attivisti bisognerà dimostrare di aver partecipato alle assemblee territoriali, di aver partecipato a tutte le manifestazioni possibili ed immaginabili, da quelle ambientaliste alle pantomime in Piazza Salotto, di non aver posto domande scomode e soprattutto di non aver nulla da ridire sull’operato dell’onorevole cittadino – chissà perché non “onorevole attivista”- Gianluca Vacca.

Anche perché, è cronaca degli ultimi giorni, chiunque abbia provato a chiedere finora lumi sul suo operato è stato prontamente escluso da tutti i forum regionali del M5S senza avere alcuna risposta. Anzi, per essere precisi, ricevendo unicamente una “non risposta” scritta dallo stesso onorevole Vacca. Una non-risposta minacciosa che allude a “cadaveri dei nemici”, con tanto di immagine rappresentativa piena di scheletri che dipinge uno scenario da regime di Pol Pot.

“In merito alle farneticazioni e imprecisioni apparse oggi sul alcuni piccoli siti locali”- assicura un Vacca nel massimo della sua modestia- Fabio Stella (il suo Assistente parlamentare personale che ancora oggi si rifiuta di fornire un curriculum online, ndr) , non è mai stato amministratore di piattaforme web per il M5S Abruzzo, compreso facebook, per cui non poteva ‘cacciare’ nessuno”. Peccato che lo stesso Stella, proprio su FaceBook, in un post del 13 luglio, alle ore 16.41, si sia autodenunciato asserendo si essere proprio lui a decidere chi cacciare e, subito dopo in un altro post, precisa che: “E decido anche gli amministratori”, della pagina di FaceBook.

Ammettendo che la versione dell’on. Vacca sia quella giusta, e che il suo Assistente spari frottole, chi è allora a decidere chi escludere i “dissidenti”, le voci critiche, e a gestire la sua personale “fabbrica del consenso”? Silenzio assoluto. Nessuna risposta.

Vacca, nella sua silente risposta, assicura anche che “non esistono coordinatori regionali, ma solo referenti per i singoli temi specifici (il M5S si sviluppa sulle idee), attivisti che comunque lavorano gratuitamente come d’abitudine nel M5S: si ricorda che noi rifiutiamo qualsiasi tipo di rimborso elettorale”. A parte l’inciso finale che non c’entra nulla con la domanda ma serve solo a distrarre l’attenzione su meriti che non sono proprio solo quelli di Vacca, ci sono decine di “attivisti” che sono stati a chiamati a votare per i coordinatori, previsti, per altro, anche nella fantomatica bozza del regolamento delle assemblee regionali che gira da mesi in rete.
L’onorevole cittadino Vacca, nell’ultima perla della sua non risposta, ignorando i continui appelli di Grillo per la pubblicazione di CV e dei nomi dei dipendenti del Parlamento, asserisce che i curricula dei 18 mila candidati servivano esclusivamente per il servizio legislativo della Camera. Per la serie le regole si applicano per “gli altri”, ma per “noi” e per i nostri amici facciamo un po’ come ci pare. Esattamente come in tutti i partiti italiani. Quindi il curriculum di Stella? Silenzio. Vacca assicura che Stella venga dal mondo dell’Università e lo aiuterebbe proprio nel lavoro nella Commissione Cultura e Università della Camera. Quindi questo Stella è un professore? Un giovane ricercatore? Un dottorato? Un assistente? I maligni dicono che Stella all’Università lavori da anni come bidello. Nel silenzio di Vacca, e nel suo rifiuto di mettere on line il curriculum del suo assistente “esperto della materia”, visti anche certi metodi, ognuno è autorizzato a pensare quello che vuole.
Nella sua non risposta, l’indomabile on. Vacca, utilizzando il plurale maiestatis tipico di chi si sente un semplice cittadino al servizio dei suoi elettori, scrive ancora: “Consigliamo vivamente quindi di controllare prima le fonti, per evitare di fare pessime figure.”

Dal controllo auspicato, è uscito fuori che Vacca scrive alle 16.19 di lunedì 16 , ispirandosi forse a Kipling, il decalogo del perfetto attivista sul suo blog personale. Tra le tante regole inquietanti, scrive : “Chi pensa al regolamento, alla struttura, alle cariche ecc… e non ai problemi del proprio territorio, non è da Movimento 5 stelle.” Alle 18.46 dello stesso giorno, in una pagina ristrettissima agli attivisti più puri e mansueti, Vacca detta invece le regole per le candidature, istituisce il “Comitato di Garanzia”- di cui Vacca fa ovviamente parte- per dirimere questioni legate ai candidati e fissa al 31 luglio il termine ultimo per decidere al livello territoriale. Poi, come svelavano inavvertitamente alcuni suoi fan sulle pagine FaceBook, in post prontamente censurati da una mano zelante e premurosa, le “candidature verranno fatte dall’alto”. Per buona pace “dell’uno vale uno” e di tutte quelle fesserie che Grillo dice a livello nazionale per imbonire i più ingenui e le persone in buona fede.

Quindi, dal “silenzio assordante degli innocenti” del M5S Abruzzo, è facile intuire che si sta prefigurando, tramite i mezzi più logori della vecchia politica ben nascosti dietro le bandiere del M5S e della faccia di Grillo, il partito personale di personaggi più scaltri e senza scrupoli. Personaggi che hanno trovato nel MoVimento abruzzese la prateria incontaminata dove fare indisturbati incetta di voti. In pratica, qualcosa di molto simile al sogno ideale di tutte le vacche.

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