Nel 2038 potrebbe non esserci più cioccolato per tutti.

Ad avanzare la tesi della possibile fine del cacao è stata la geopolitologa francese Virginie Raisson-Victor nel suo libro “2038 Atlante sui futuri del mondo”.

Il rischio è dovuto all’aumento dei consumi, al cambiamento climatico e alle malattie che colpiscono la pianta del cacao.

Inoltre, per crescere le fave di cacao hanno bisogno di molta pioggia, “ma le aree tropicali piovose sono in diminuzione”.

Il rischio non sarà quello di non trovare mai più cioccolato sulle nostre tavole, ma che il “vero” cioccolato (fatto dalle fave di cacao) diventi sempre di più un alimento esclusivo e costoso.

La maggioranza della popolazione potrebbe essere costretta ad accontentarsi di barrette industriali in cui il cacao è praticamente assente, sostituito da altri ingredienti come frutta secca, zucchero, latte, uvetta, riso e vari tipi di olio, tra cui quello di palma.

Condividi