Secondo il Times Putin è pronto a test nucleare

Secondo il Times Putin è pronto a test nucleare

Putin si starebbe preparando a compiere un test nucleare ai confini dell’Ucraina. Lo rivela il britannico Times, che cita un’informativa Nato agli Alleati. Un treno con materiale nucleare si starebbe muovendo verso il confine ucraino.

Il quotidiano riferisce che i timori di una escalation sono cresciuti ieri con le notizie di un treno gestito dalla divisione nucleare russa diretto verso l’Ucraina. Konrad Muzyka, un analista polacco della difesa, dice che il treno è stato avvistato nel centro della Russia ed è collegato al 12esimo direttorato del ministero della Difesa russo “responsabile per le munizioni nucleari, il loro stoccaggio, trasporto e consegna alle unità”.

Un’alta fonte di difesa citata dal Times ritiene tuttavia che una più probabile dimostrazione della prontezza di Putin all’uso di armi nucleari potrebbe avvenire nel mar Nero. E, secondo le fonti, “non è impossibile” che Putin possa lanciare armi nucleari tattiche in Ucraina. Anche se si tratta di un’ipotesi rischiosa, con la possibilità di colpire per errore una città russa vicino al confine, come Belgorod.

Il giornale britannico cita anche quanto scritto da “la Repubblica” sull’informativa Nato sui movimenti verso l’Artico del sottomarino russo K-329 Belgorod, che potrebbe testare il super siluro nucleare Poseidon, noto come “l’arma dell’Apocalisse”.

Secondo il professor Andrew Futter, esperto di armi nucleari dell’università di Leicester, citato dal Times, sia i movimenti del sottomarino che quelli del treno potrebbero essere un avvertimento all’Occidente perché si tenga fuori dal conflitto. Per James Rogers, capo delle ricerche al Council on Geostrategy, non si può invece escludere un attacco nucleare sulla avanzata ucraina per quanto possa apparire improbabile.

“Data la qualità del processo decisionale in questo momento al Cremlino, nulla deve essere escluso. I russi sono alla disperazione, ma sarebbe una escalation drammatica che Paesi come l’India e anche la Cina condannerebbero sicuramente”, ha detto Rogers al Times. Al momento non è chiaro come risponderebbe l’Occidente. Rogers ipotizza un massiccio cyberattacco, lo strangolamento economico e un maggior sostegno all’Ucraino e le sue forze armate. Futton avverte che una risposta occidentale potrebbe essere come aprire “il vaso di Pandora”: “se l’occidente risponderà con armi nucleari non sappiamo veramente cosa potrebbe succedere dopo”.

Il portavoce del Cremlino Peskov commenta la notizia affermando che Mosca “non prende parte alla retorica nucleare dei media e politici occidentali”.

Intervengono fonti della difesa occidentale: “Nessuna informazione su manovre militari nucleari di forze russe”. E’ da rilevare anche che, in caso di errore, anche le città di confine della Federazione Russa potrebbero risentirne. Allo stesso tempo, il Segretario alla Difesa britannico e il Pentagono considerano improbabile un attacco nucleare

Gli ucraini “non escludono del tutto l’ipotesi che Putin, se dovesse sentire minacciata la sopravvivenza del suo regime, potrebbe anche ricorrere all’uso di armi nucleari tattiche”. Lo ha detto a Radio 24 l’ambasciatore italiano a Kiev, Pier Francesco Zazo. A Kiev, ha spiegato, “si evidenzia che anche in passato talvolta Putin non ha preso decisioni solo sulla base di valutazioni razionali, ma anche talvolta l’elemento irrazionale, emotivo può prevalere”. “Il timore c’è”, ha proseguito, sottolineando al contempo come gli ucraini “non si lascino intimorire” e siano “comunque convinti e fermamente determinati ad andare avanti nella conduzione delle operazioni militari” con “l’obiettivo” di “cercare di liberare più territori possibili”.

Zazo ha evidenziato come “l’opinione prevalente negli ambienti governativi ucraini è che non ci sono segnali imminenti di un utilizzo di armi nucleari da parte russa” e che si ritenga che “Putin in questo momento stia alzando un po’ la posta del gioco” poiché “in difficoltà sul piano militare”. Che il capo del Cremlino stia adottando la “strategia della paura, del terrore psicologico” per “indurre gli ucraini ad avanzare meno velocemente sul fronte” ma che ci sia anche un “segnale” per le “opinioni pubbliche dei Paesi occidentali affinché riducano gli aiuti militari e finanziari all’Ucraina”.

“L’opinione prevalente è che il Cremlino minacci il ricorso alle armi nucleari, ma in realtà al momento non intenda farlo”, ha rimarcato Zazo, evidenziando come a Kiev ritengano che “da un lato Putin si troverebbe completamente isolato anche sul piano internazionale” – poiché “anche la Cina, l’India” e “Paesi finora benevolmente neutrali a questo punto lascerebbero la Russia completamente isolata” – e che “nel caso in cui veramente il Cremlino” dovesse ricorrere all’utilizzo di “armi nucleari tattiche ci sarebbe una reazione dura da parte dei Paesi occidentali”.

Il presidente russo Vladimir Putin può essere “abbastanza pericoloso e sconsiderato” se viene messo alle strette. Lo ha detto in un’intervista alla CBS il direttore della Cia Bill Burns.

Putin deve “essere preoccupato, non solo di ciò che sta accadendo sul campo di battaglia in Ucraina ma anche di ciò che sta accadendo a casa e a livello internazionale”, ha sottolineato ancora Burns aggiungendo che, nonostante la promessa della Cina a febbraio di “un’amicizia senza limiti”, Pechino ha rifiutato di offrire supporto militare. “Putin adesso si sente con le spalle al muro e può essere piuttosto pericoloso e sconsiderato”.

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