Edicola vendesi: Una storia di passione, perdita e speranza

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EDICOLA VENDESI - "Vado in edicola" - era la frase quotidiana di mio padre mentre annunciava il suo rituale di acquisto dei giornali. Un consumatore avido, non si limitava ai quotidiani, ma abbracciava anche mensili di viaggio, magazine, l'immancabile Corriere dello Sport e riviste patinate per mia madre. Un tempo anche le classiche figurine per i figli a mo' di ricompensa per un buon voto a scuola. La sua abitudine era quella di conservare i quotidiani, formava pile imponenti su una sedia, tesori da riscoprire di tanto in tanto per recuperare articoli persi. La lettura diventò una sua attività prediletta, soprattutto con la malattia. Seduto in cucina, si perdeva tra le pagine per ore.

Gli articoli più intriganti venivano ritagliati e lasciati sul mio comodino, sottolineati o annotati per stimolare una possibile discussione. Troppo spesso ignoravo queste occasioni, presa dall'impazienza tipica dei giovani che credono di sapere già tutto. Rimpiango ora di non aver conservato quei ritagli ma l'abitudine a farlo è rimasta anche a me.

La mia precoce aspirazione a scrivere in un giornale potrebbe essere nata proprio da quella "casa di carta" in cui sono cresciuta, dove titoli, immagini, storie e copertine suscitavano costantemente la mia curiosità. L'odore e il fruscio delle pagine rendevano lo sfogliare un'esperienza quasi tattile, una fuga piacevole dalle fatiche quotidiane.

L'edicola era l'ultimo baluardo di normalità per mio padre, un rifugio certo in una vita che, con la malattia, aveva perso la sua stabilità. Il momento in cui ha detto: "Oggi non riesco a comprare il giornale" segnò la fine di un'era. Usciva solo per questo, concentrando ogni sforzo per raggiungere quell'unico obiettivo.

Ora, l'edicola della nostra infanzia sta chiudendo.

La situazione delle edicole in Italia resta molto critica: dal 2019 a oggi hanno chiuso quasi 2.700 punti vendita, pari a oltre il 16% della rete, e i chioschi operativi sono scesi dagli oltre 36 mila di vent’anni fa a circa 10.720 nel 2025. Secondo i dati SNAG e Unioncamere‑Infocamere, solo tra il 2019 e il 2023 sono scomparse circa 2.700 edicole, con un calo del 16,5%, lasciando interi quartieri e molti piccoli comuni senza un punto vendita della stampa. Il presidente dello SNAG sottolinea che, grazie ai bonus e agli aiuti pubblici, il tasso annuo di chiusura negli ultimi cinque anni è sceso dal 13,3% a circa il 4,6%, rallentando ma non fermando la desertificazione delle edicole.

Anche il potere d’acquisto delle famiglie resta sotto pressione: nel 2023 il reddito annuo medio delle famiglie è aumentato del 4,2% in termini nominali, ma in termini reali, al netto dell’inflazione, è calato dell’1,6% rispetto al 2022. Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto di circa il 3% in valori correnti rispetto al 2023, ma il 23,1% della popolazione è comunque a rischio di povertà o esclusione sociale, segno di una ripresa ancora fragile.

Ormai sono tante quelle che stanno gettando la spugna. Le edicole sono un elemento iconico del paesaggio urbano italiano. Sono presenti nelle nostre città da secoli, e hanno sempre rappresentato un punto di riferimento per la comunità locale. Alcune ora si sono trasformate in cartolerie, gelaterie alla moda o bar. Altre hanno sperimentato una breve carriera nella vendita di accessori scintillanti e souvenir. Molte hanno semplicemente appeso un cartello "Vendesi", rimasto lì per mesi.

Eppure, c'è un'edicola accanto a casa che ha resistito. Con una nuova casa in legno, nuovi espositori e un edicolante sempre in cerca di nuovi mezzi per sopravvivere. Ora è il momento del locker per l'e-commerce che porta sempre nuovi clienti, soprattutto giovani. Forse c'è speranza. Per loro, per noi, per i lettori "fedeli" che credono ancora nella magia della carta, nonostante l'assalto digitale.

E' possibile che alcune edicole riescano a sopravvivere, diversificando la loro offerta e adattandosi al cambiamento culturale. La sfida è mantenere viva la tradizione della carta, non solo come fonte d'informazione, ma come un rituale prezioso. Garantirne l’esistenza significa ripensare il mercato editoriale e ragionare in termini di prossimità, attribuendo una rinnovata rilevanza ai quartieri.

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