Dopo aver preso il potere in Afghanistan nell’agosto scorso, i talebani promisero l’accesso all’istruzione secondaria alle ragazze afghane. Ieri 23 marzo in Afghanistan avrebbero dovuto riaprire tutte le scuole, sia maschili che femminili. Ma dopo 190 giorni, gli istituti hanno riaperto per tutti, ma non per le ragazze; i talebani hanno deciso di ordinare la chiusura delle scuole secondarie femminili, contraddicendo quanto stabilito in precedenza, confermando dunque la limitazione all’istruzione femminile esclusivamente al livello primario.

Il Ministero dell’Istruzione ha confermato che la riapertura delle scuole ci sarà, ma ancora nessuna data è stata confermata. La motivazione? Il Ministero ha ordinato la chiusura utilizzando questo pretesto: le uniformi scolastiche – compatibili con le indicazioni della Sharia – non sono state ancora progettate.

Il diritto paritetico all’istruzione resta uno dei punti chiave per gli aiuti e il riconoscimento politico dei talebani da parte della comunità internazionale.

Aggiornamento del 25 marzo 2022

Gli Stati Uniti hanno annullato una serie di incontri programmati con i talebani a Doha, a seguito del rinvio dell’inizio delle lezioni per le studentesse delle scuole secondarie, che sarebbero dovute riprendere lo scorso 23 marzo. La cancellazione dei colloqui è il primo “segnale” che gli Stati Uniti hanno voluto mandare in risposta alle ultime decisioni dell’Emirato Islamico dei talebani. «La decisione dei talebani è stata un’inversione profondamente deludente e inspiegabile rispetto agli impegni assunti nei confronti del popolo afgano in primis, e anche nei confronti della comunità internazionale», ha spiegato un portavoce del Dipartimento di Stato americano. Di conseguenza, gli Stati Uniti hanno deciso di «annullare alcuni dei nostri impegni, compresi gli incontri programmati a Doha, e abbiamo chiarito che consideriamo questa decisione come un potenziale punto di svolta nel nostro impegno» nei colloqui.

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