La maledizione di San Fiacre: quando curare le emorroidi nel Medioevo era un incubo

Ammettiamolo: nonostante lo stress quotidiano, le difficoltà economiche ei problemi sociali del nostro tempo, ci sono aspetti della vita moderna che ci fanno sentire fortunati. Uno su tutti? La medicina. Oggi ci sembra scontato recarci in farmacia e acquistare una pomata, una crema lenitiva o un farmaco, ma basta rivolgere lo sguardo indietro al Medioevo per capire quanto siamo incredibilmente privilegiati.
Le emorroidi nel Medioevo: un dramma senza rimedi
Tra i disturbi più temuti di quell'epoca – e non a caso circondati da superstizioni – figuravano le emorroidi. Oggi fastidiose, ma generalmente curabili, allora rappresentavano un vero e proprio tormento. Non esistevano farmaci dedicati, non c'erano anestetici né trattamenti efficaci. Il malcapitato paziente, nel migliore dei casi, si rivolgeva al guaritore locale, una figura a metà tra medico empirico, cerusico e sciamano.
E qui iniziava l'incubo: la “cura” più diffusa prevedeva la cauterizzazione, ovvero la bruciatura con un ferro rovente delle parti sporgenti e infiammate. Dolore atroce, altissimo rischio di contagio e una lunga convalescenza che raramente portava a un miglioramento reale. In altre situazioni, i guaritori arrivavano persino a tentare di strapparle manualmente, con conseguenze facilmente immaginabili.
La maledizione di San Fiacre
Quella delle emorroidi era una sofferenza così diffusa che venne addirittura associata a un santo: San Fiacre , oggi ricordato come patrono dei malati di questo disturbo. Si racconta che il santo soffrisse egli stesso di dolori anali e che, nel folklore popolare, il male che colpiva i suoi devoti prese il nome di “maledizione di San Fiacre”.
Il culto si arricchì anche di peculiari rimedi: uno dei più famosi consisteva nel sedersi su una pietra associata alla leggenda del santo, nella speranza di ottenere una guarigione miracolosa. Se la fede non bastava, restava solo la brutalità dei ferri da cauterizzazione.
Oggi sorridiamo di fronte a simili racconti, ma fino al XIX secolo la gestione delle emorroidi rimase rudimentale e dolorosa. Solo con l'avvento della chirurgia moderna, dell'anestesia e successivamente con la farmacologia del Novecento, si possono sviluppare soluzioni chirurgiche sicure e farmaci efficaci per ridurre infiammazione e dolore.
Se dunque il passato ci consegna un'immagine di sofferenza e rimedi quasi medievali nel vero senso del termine, il presente ci ricorda quanto la scienza ha migliorato la qualità della vita anche nei dettagli più “scomodi”. Oggi basta una visita specialistica, qualche accorgimento alimentare e – nei casi più complessi – farmaci mirati o mini-interventi di routine, indolori e in day Hospital.
In sintesi, sebbene i nostri tempi abbiano problemi non da poco, possiamo considerare estremamente fortunati: nessuno di noi, se afflitto da emorroidi, dovrà più temere né “la pietra miracolosa” né i ferri roventi.




