Chi prima si scagliava contro i vaccini o il green pass, adesso sostiene con convinzione le ragioni della guerra e di Putin.

Da una riflessione di di Massimo Polidoro (CICAP): Da quelli che dicevano che non c’era nessuna guerra e che era solo una simulazione voluta dall’Occidente (qui una serie di bufale smentite dalla BBC una per una) si è passati a chi invece sostiene che la guerra c’è, è stata voluta da Putin, ma per liberare il mondo dal deep state e dai satanisti mangia-bambini!

Poi ci sono quelli secondo cui la guerra è stata pianificata (indovina da chi?) da George Soros e Bill Gates, per distrarre il pubblico e preparare un nuovo virus… e quelli che ribadiscono che “no è stato Putin a scatenare la guerra, ma per salvare l’umanità da una nuova pandemia!”

Le fantasticherie complottiste, come si vede, sono senza limiti e chi le coltiva non si preoccupa di contraddirsi in continuazione.

Quella che però è sempre più evidente è la piena fusione tra coloro che prima manifestavano contro le vaccinazioni e ogni tentativo di ridurre i contagi (“Perché il Covid non esiste!”) con quelli che negano qualunque responsabilità di Putin nella guerra (“Perché è colpa dell’Occidente!”).

Quello che diversi ricercatori stanno rilevando è che il passaggio da “noVax” a “sìPutin” è un segno che questi gruppi potrebbero continuare ad essere attivi dopo che la pandemia di Covid sarà passata, e prevedono che i sistemi di credenze malleabili delle folle anti-lockdown potrebbero collegarsi ad altre cause antigovernative in futuro.

Come ho avuto modo di argomentare a fondo ne Il mondo sottosopra, in queste persone c’è una sfiducia diffusa in tutto ciò che appare come istituzionale o “mainstream”. Per quanto siano lodevoli e da incoraggiare l’anticonformismo e la capacità critica, qui vediamo qualcosa di diverso, ovvero il desiderio di sentirsi controcorrente sempre e comunque.

L’idea è che se la TV o i giornali dicono una cosa, allora deve essere vero l’esatto contrario.

A volte può anche succedere, soprattutto nei regimi dittatoriali. In questo momento in Russia, per esempio, le immagini della distruzione provocata dai bombardamenti russi su Mariupol vengono mostrate come “prova della devastazione causata dagli ucraini in ritirata”.

Ma pensare che questo avvenga sistematicamente, che tutto (ma proprio tutto!) quello che arriva da fonti istituzionali sia sempre falso, soprattutto nelle democrazie occidentali, è un bias che rende totalmente ciechi di fronte a qualunque tipo di evidenza verificabile e dimostrabile.

Per queste persone è vero solo ciò in cui vogliono credere.

E le motivazioni sono le più diverse: il fatto di sentirsi emarginati, senza voce, minacciati dalla diffusione dei valori di uguaglianza, parità e antirazzismo; in molti c’è un anti-americanismo a oltranza e una diffidenza totale verso l’informazione tradizionale…

Una quantità di sentimenti e ragioni che rende possibile l’aggregazione tra persone che normalmente si detesterebbero: dall’estrema destra all’estrema sinistra, dai sovranisti ai liberalisti, dai fanatici religiosi ai cultori New Age…

Come vedi, non c’è molto di nuovo in quello che sta succedendo.

Ma c’è la conferma che chi è disposto a credere alle fantasie di complotto, passa con disinvoltura da una teoria all’altra: basta convincersi di avere capito tutto, di essere più furbi della massa e di lì a sentirsi “paladini del pensiero libero” è un passo breve.

La verità, come abbiamo detto tante volte, è che convincersi che tutti mentano, siano ciechi o acquiescenti al potere non significa essere pensatori liberi, ma è solo un’altra forma di creduloneria.

Come se ne esce? Temo non ci siano facili soluzioni. È un percorso lungo, che richiede l’impegno di tutti, istituzioni e singoli cittadini. È una strada che ci richiede di respingere disinformazione e falsità, ma anche di imparare ad ascoltare il disagio di chi si sente lasciato indietro.

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