Femminicidi: 103 donne uccise nel 2021, una ogni tre giorni. 87 sono state uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Tra l’1 gennaio e il 7 novembre di quest’anno in Italia sono stati registrati 247 omicidi, con 103 vittime donne (una ogni tre giorni), di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report sugli “Omicidi volontari” curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale.

Rispetto allo stesso periodo del 2020, si nota un lieve decremento (-2%) nell’andamento generale degli eventi (da 251 a 247), con le vittime di genere femminile che aumentano invece da 97 a 103 (+6%).

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Poi leggi la notizia “Femminicidio, dimezzata la pena perché “realmente turbato dopo il delitto” e rifletti se considerarlo, provocatoriamente, a questo punto, un “femminicidio”.

Le motivazioni della sentenza d’appello: tra le altre attenuanti: non tentò la fuga. Più importante il comportamento dell’autore dell’omicidio nell’immediatezza del fatto che non un pentimento successivo a distanza “di giorni se non di mesi”, scrivono i giudici nelle motivazioni. Il delitto avvenne il 24 novembre 2018 in un ostello fiorentino dopo una lite tra l’uomo, del Myanmar, e la compagna, una 21enne cinese. “Occorre valorizzare il profilo psicologico del comportamento” dell’imputato nell’immediatezza del fatto, reazione che “vale molto più di tanti pentimenti e richieste di perdono sbandierate in udienza a distanza di giorni se non mesi”, si legge nella motivazione.

Visto che la parola “femminicidio” implica un odio verso l’universo femminile con l’uccisione di una donna in quanto tale, se giustifichiamo l’omicidio e/o la violenza con il pentimento e il turbamento forse dovremmo rivedere in toto il concetto di libertà, dignità e integrità delle donne.

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