Aveva ragione il Presidente Matteo Renzi ad invitare all’ottimismo per il 2015: dopo anni di lacrime e sangue, in Abruzzo l’Austerity sembra proprio finita. Almeno per i dirigenti del Consiglio regionale.
Infatti, grazie al parere favorevole dell’Organismo Indipendente di Valutazione, lo scorso febbraio l’Ufficio di Presidenza ha stabilito all’unanimità lo sblocco degli aumenti della retribuzione salariale, ça va sans dire, solo per i dirigenti. In particolare, grazie ad una rivalutazione in senso positivo del “peso” delle funzioni attribuite ad interim negli anni passati, i dirigenti del Servizio “Segreteria della Presidenza, Stampa, Affari generali”, del “Servizio Informatica” e del Servizio “Risorse Finanziarie e strumentali” si sono visti riconoscere un aumento retroattivo di 5.000 euro l’anno a partire dal primo gennaio del 2014. Alla faccia dei blocchi che il Premier Renzi e la Ministra Madia hanno stabilito per l’intero 2015 per tutti gli altri dipendenti pubblici.

I dirigenti di questi Servizi potevano già godere di salari di circa 80 mila euro lordi l’anno : evidentemente una vera miseria per chi si spacca la schiena, produce e suda ogni giorno all’interno degli uffici delle Regioni italiane come l’Abruzzo. Regione che a Roma in molti del PD, a partire dall’ex Commissario alla Spending review Cottarelli, insistono di dovere sopprimere al più presto proprio perché troppo costosa e per la sua scarsa produttività. Ma, fino a quell’infausto giorno, non esistono scandali, non esistono commissariamenti, bad performance (“bad” ma de che??) e indebitamenti che possano impedire a politici e dirigenti pubblici di avere il giusto riconoscimento economico per i loro inestimabili servigi resi a servizio dello Stato. Provate voi a contare tutti gli oltre 3 miliardi di debiti che ancora gravano sulla Regione Abruzzo mentre, casomai, in nome dei tagli per i troppi debiti, si è costretti a chiudere i punti nascita in centri come Atri, Sulmona e Ortona. Non era questa la Regione che Luciano D’Alfonso ci aveva fatto sognare? Certo che sì!

I componenti dell’Organo Indipendente di Valutazione del Consiglio regionale ( che costano altri 45 mila euro l’anno ai contribuenti abruzzesi) non sembrano avere avuto dubbi e l’Ufficio di Presidenza, capitanato da leader di sinistra del calibro di  Peppe Di Pangrazio, non se lo è fatto ripetere due volte approvando all’unanimità la delibera (n.17 del 04/02/15): da febbraio, i valorosi dirigenti del Consiglio regionale meritano subito un aumento retroattivo, limitato alle risorse a disposizione.

Curiosamente, proprio oggi su La Repubblica, la Ministra Madia tornava a discernere su come il Governo Renzi, campione di equità sociale, farà rigare dritto la dirigenza pubblica, fino ad arrivare all’estremo tabù del licenziamento. Ma anche in  questo caso, fino a quel giorno infausto, aumenti e prebende per tutti i dirigenti senza i quali i politici italiani, è bene ricordarlo, non vanno da nessuna parte.

Laquilablog, 16 marzo 2015

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