Francesco Iritale, Chicco per gli amici, classe ’81, giovane segretario comunale del Pd,  più volte portatore del bisogno di un rinnovamento generazionale della politica si è candidato per sostenere la candidatura del sindaco uscente, Massimo Cialente.
Berlusconi dice “se andiamo a votare vince la sinistra”. E’ fatta anche per il Cialente bis?
Cialente è avanti. Ce lo hanno detto i sondaggi ma ce lo confermano gli umori dei cittadini. Nel caos e nella frammentazione che caratterizza la politica a L’Aquila, il Sindaco uscente rappresenta un punto di riferimento, una figura nel bene e nel male sempre presente, che non ha mai abbandonato la città.
E’ più vicino Cialente al Pd o il Pd a Cialente?
Il rapporto tra il Pd e Cialente ha avuto alti e bassi e questo per responsabilità reciproche. Però nei momenti decisivi, e  in particolare in questo passaggio elettorale, il partito più vicino al Sindaco è stato il nostro. Siamo la spina dorsale della coalizione.
Se ci guardiamo intorno ancora troppi candidati ‘datati’ soprattutto nelle liste di partito. Dal punto di vista politico-generazionale è arrivata l’ora del figlio che uccide il padre oppure dovremo aspettare ancora?
L’immagine del parricidio è troppo cruenta. Il tema però è serio. Questa città propone la stessa classe dirigente da 30 anni e non solo nella sfera politica. Sarebbe ora di tracciare un bilancio. Cosa hanno prodotto i nostri amministratori? L’Aquila è migliorata negli ultimi 30 anni? E’ cresciuto il benessere? La qualità della vita? La sensazione è che manchino idee, entusiasmo, slancio ideale, energie. I giovani devono entrare nella sfera pubblica e porre queste questioni. Però ci vuole coraggio, personalità e  determinazione. Non ci sarà mai nessuno disposto a fare spazio. Lo spazio si conquista col lavoro, l’intelligenza, l’impegno.
Cinque ricette per questa città.
Servirebbe un libro… Io dico:
1) Centro storico: deve tornare il centro nevralgico, il cervello della città. Bisogna riportarci tutte le istituzioni. Avviare subito la ricostruzione degli edifici pubblici.
2) Snellire la burocrazia per le E della periferia: Fissare un termine (per esempio come si era detto il mese di agosto) entro cui tutte le pratiche devono essere esaminate.
3) Il Gran Sasso: questo territorio se ben organizzato potrebbe vivere solo con l’economia del turismo come accade in tante aree montane del nord. Un piano integrato di investimenti in turismo invernale, estivo, dei parchi e sulla ricettività.
4) L’alta formazione: L’università è una realtà che va potenziata ma insieme esistono altre realtà (Gran Sasso Institute, il rilancio della Reiss Romoli) che potrebbero realmente far diventare questa città una culla dell’alta formazione.
5) De minimis: Una boccata d’ossigeno  per chi investe  in questo  territorio. Io penso che si potrebbero individuare  misure che riducono le imposte su chi assume. In questo modo aiuteremmo  tanti miei coetanei a trovare un lavoro e a non dover scappare da questo territorio.
Con una bacchetta magica cosa che sceglieresti di realizzare subito.
La sede unica del Comune. Sarebbe un segnale di caparbietà e determinazione nel voler fare le cose.
L’ultimo libro letto, l’ultimo film visto, l’ultimo viaggio fatto.
Il libro “Zia mame”, divertentissimo. Il film “Ciliegine” di Laura Morante una commedia ambientata a Parigi che narra la storia tra una bella donna (Laura Morante) e un uomo che lei suppone essere omosessuale, non male! e i viaggi…in questo ultimo anno tanti week end a scoprire le bellezze di questo paese (Lucca, Arezzo, Cortona ecc..), l’estate scorsa viaggio straordinario nella Sicilia Occidentale ( Trapani, Erice, San Vito lo Capo, La Riserva dello Zingaro…). A volte rimango sconvolto da quanta ricchezza l’Italia disponga. Nel non c’è una regione che non abbia un posto da visitare, una città che non abbia una chiesa, una piazza, un palazzo importante.
di Maria Cattini

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