La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito proposto dall’Associazione Coscioni sull’eutanasia, quindi niente referendum. Invece è attesa per oggi la pronuncia sugli altri sette referendum: uno riguarda la depenalizzazione della cannabis, che vede tra i promotori ancora l’Associazione Coscioni con +Europa, Radicali Italiani, Possibile, PaP e Prc e una lunga serie di associazioni, gli altri 6 sono tutti sulla giustizia e stavolta a raccogliere le firme sono stati i Radicali e la Lega, cui poi si sono uniti nove consigli regionali tutti di centro-destra. Ci sono volute tre ore di Camera di consiglio per arrivare alla decisione sull’eutanasia. La sentenza sarà depositata solo nei prossimi giorni. Ma intanto l’ufficio stampa della Corte ha anticipato le motivazioni: la Consulta ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, “a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. Insomma, se vincessero i sì le norme che resterebbero in piedi non assicurerebbero la tutela minima delle persone più deboli e più esposte.

Il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, in una conferenza stampa ha tenuto a precisare che “il referendum era sull’omicidio del consenziente e sarebbe stato lecito in casi più numerosi di quelli dell’eutanasia”, quindi la Consulta l’ha giudicato non ammissibile e ha passato la parola al Parlamento.

Immediata le reazione di Marco Cappato: “Questa per noi è una brutta notizia. È una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo. Una brutta notizia per la democrazia. Come con Piergiorgio Welby e Dj Fabio. Andremo avanti con disobbedienza civile”. Anche sul fronte politico sono in tanti a rammaricarsi, per primo Matteo Salvini: “Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia”. Sul punto non ha dubbi il leader del Pd Enrico Letta: “La bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”. Secondo Giuseppe Conte c’è ora un “imperativo politico e morale di dare risposte. La grande partecipazione alla raccolta di firme lo impone al Parlamento”. Paola Binetti si felicita: “È passata la nostra linea: sulla vita non si vota. Mi auguro adesso che la Camera agisca coerentemente con le decisioni prese dalla Corte”

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