di Maria Cattini – SuperStefy, l’impareggiabile senatrice aquilana Stefania Pezzopane, ha appena lanciato via FaceBook uno dei suoi famigerati allarmi contro le forze del male: ”i grillini”, diventati ormai i più temibili avversari della senatrice, oltre che dell’intero PD.

OSTRUZIONISMO”, ha gridato virtualmente SuperStefy , solo pochi minuti fa, dai banchi del Senato.  “Anche oggi passeremo ore a bocciare emendamenti ostruzionistici dei grillini. Ore ed ore che potremmo utilizzare nell’interesse dei cittadini e molto meglio, bloccati così in Aula a votare col voto elettronico. Centinaia di emendamenti in cui cambiano o sostituiscono una parola, pur di creare un blocco ai lavori. INUTILI E DANNOSI.”, conclude indignata la senatrice, tradendo tutta la sua irritazione.

Certo: SuperStefy vorrebbe impegnare il suo tempo a prolungare i contratti delle centinaia di precari assunti nella provincia o al Comune dell’Aquila, piuttosto  che continuare la sua battaglia per ottenere più fondi per la ricostruzione. La senatrice sogna di essere già nel suo ufficio stampa a dettare l’ennesimo comunicato, per annunciare l’ennesima presentazione del suo ennesimo emendamento, quasi sempre poi bocciato dal suo stesso partito di maggioranza. E anche un bel caffè a Sant’Eustacchio, a quest’ora, ci starebbe bene.
E invece no! SuoperStefy è costretta ancora una volta da questi “inutili e dannosi” colleghi a rimanere incollata a Palazzo Madama. Pare proprio che questi odiosi individui applichino l’ostruzionismo senza pretendere alcuna contropartita in cambio. Come invece hanno saputo fare per anni i partiti “di opposizione e di governo” italiani.

Se solo i grillini glielo chiedessero, la Pezzopane sarebbe sicuramente disposta a dare qualche lezione gratis su come si finge di fare opposizione in parlamento. Peccato che i senatori pentastellati non ne vogliano proprio sentir parlare, sicuri che, post come quelli della Pezzopane, siano la migliore propaganda politica per portare il M5S ad essere, almeno, la seconda forza politica del Paese. Per buona pace di Renzi e dei suoi gufi.

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