Il Dark Web per bypassare la censura russa? Le notizie sono recentissime. Dopo il blocco imposto da Mosca, Twitter ha lanciato una versione protetta del social cui gli utenti possono accedere scaricando il browser Tor. Anche la Bbc ha lanciato una sorta di Radio Londra in versione 5.0 cui è possibile accedere «utilizzando strumenti di elusione» come lo stesso Tor browser o l’app Psiphon. Quindi il dark web questa volta è utilizzato per fini virtuosi anche se, come più volte abbiamo sottolineato in questa Rubrica, continua a nascondere il peggio della rete.

Per bypassare la censura russa Twitter ha lanciato una versione protetta del social cui gli utenti possono accedere tramite il Dark Web

Secondo il guru e pioniere del web Jaron Lanier, quello che vediamo della rete è solo una frazione ridottissima del traffico online. Infatti l’internet nascosto (deep web) e cioè la porzione che non viene indicizzata dai nostri motori di ricerca (e quindi non troveremo mai con Google), vale ormai addirittura tra il 90 e il 95% del Web; e all’interno del deep web cresce il dark web, il lato oscuro e inquietante della rete.

Nel 2015 nel libro che ho pubblicato per Class Editori (Internet ci rende più stupidi?) scrivevo «La nascita e lo sviluppo dirompente dei social network, così come la fenomenologia dei big data, hanno reso esplicito quello che fin dagli inizi, era implicito nella tecnologia della rete e cioè che su internet non esiste nessuna privacy (tutte le email sono violabili, tutto è tracciabile, niente è davvero protetto, tutto lascia un segno potenzialmente rinvenibile). Ma la realtà supera di gran lunga non solo la fantasia, ma anche la teoria.

Cresce un “lato oscuro” della rete fatto di violenza, pedofilia, terrorismo, vendita di droga e altre nefandezze che rischia di divorarsi il “lato luminoso” della rete quello che ha fatto diventare il web il motore del cambiamento e il faro della modernità. E c’è un prerequisito essenziale di cui si nutre il “lato oscuro”: l’anonimato. Non è tollerabile che i bulli, i violenti, i malati o, più semplicemente, i vigliacchi e i prevaricatori possano fare del male a tanti attraverso la rete senza esporsi né direttamente né indirettamente».

I sistemi, come il citato Tor (The Onion Router), che permettono il sostanziale anonimato del traffico di rete, sono ormai divenuti accessibili a chiunque con troppa facilità e se in realtà problematiche e particolari possono aiutare (come nel caso di questi giorni) a proteggere il dissenso politico e la tutela dei diritti umani (era già accaduto in Cina o nella primavera araba), nei Paesi dell’occidente industrializzato non si vede che senso abbiano.

Il funzionamento di Tor (e similari) si basa su tecniche di triangolazione informatica per cui i dati di qualsiasi comunicazione non transitano come avviene normalmente direttamente dal cliente al server; i server di Tor agiscono da router, costruendo un circuito virtuale crittografato a strati. I siti web creati per Tor hanno un’estensione di dominio specifica chiamata onion. Essi sono ospitati sul computer del loro creatore e raggiungibili solo navigando attraverso la piattaforma Tor. Questi sistemi sono il prerequisito essenziale su cui vive il dark web con tutto il suo carico di crimini commessi ogni giorno in ogni parte del mondo: un problema enorme che l’oggettivo aiuto che stanno fornendo nella battaglia per la democrazia in Russia, non può far dimenticare.

di Mauro Masi* (Fonte: Italia Oggi del 2 aprile 2022)

Mauro Masi, Presidente di Consap, delegato italiano alla Proprietà intellettuale

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