di Maria Cattini – Sembra di vedere un vecchio film di Mel Brooks, dove uno sceriffo “negro” si auto sequestra minacciando di spararsi davanti ad una folla di bianchi razzisti inferociti. Ed invece è solo la tragicomica realtà del Comune dell’Aquila dove il Sindaco Cialente minaccia di dimettersi entro la mattinata.

Cialente annuncia le sue dimissioni all’AGI non certo per l’ultimo scandalo che ha coinvolto i collaboratori, dei quali è pronto a garantire “la specchiata onestà”.

Non si dimette perché avrebbe firmato, costretto dal suo vice sindaco Roberto Riga, ora indagato,  quella infausta delega a Pierluigi Tancredi, ora agli arresti domiciliari.

O per il contenuto delle intercettazioni dove il suo ex assessore alle opere pubbliche, Lisi, parla di “mazzette” per gli appalti come se fosse una cosa normale.

Non si dimette neanche per l’imbarazzante intervista rilasciata ieri a Repubblica, dove sostiene serenamente che 250- 500 mila euro sono cosa da poco a confronto dei milioni di euro che gestisce il Comune.

Il Sindaco non si dimette perché il popolo di FaceBook è insorto davanti all’ennesima brutta figura che L’Aquila ha fatto, grazie ai suoi attuali amministratori, davanti la nazione e il mondo. Cialente oggi minaccia di dimettersi perché il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, delegato dal governo a gestire la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere sismico, avrebbe osato accusarlo di sterile “rivendicazionismo” relativo ai fondi stanziati per la ricostruzione. “Dal 2009 ad oggi – ha ricordato Trigilia – sono stati spesi 12 miliardi di euro. Se siano stati spesi bene o no, io non lo posso dire. Non c’ero. La magistratura e’ intervenuta piu’ volte per verificare presunte irregolarita’, questo lo so. Naturalmente auguriamoci di no, ma se le ipotesi investigative fossero confermate, questa vicenda sarebbe davvero deplorevole, metterebbe in discussione gli sforzi onesti di tante persone.”

E quindi bisognerà aspettare la mattinata di oggi, quando – dice all’AGI Cialente – “decidero’ cosa fare. Tutto dipendera’ dalle dichiarazioni del governo. Non vorrei che strumentalizzasse questa vicenda”.

E certo che no: sarebbero degli sciacalli a osare questo!

Cialente, in realtà, non ha alcuna intenzione e convenienza a dimettersi. Anche se fosse vera la voce riguardante la sua candidatura alle Europee- sempre che adesso trovi un partito disposto a candidarlo- la legge elettorale non gli imporrebbe di dimettersi e potrebbe continuare a fare il sindaco per mesi anche dopo un’eventuale elezione.

Non è la prima volta che Cialente minaccia di dimettersi facendo tremare i polsi dalla paura degli aquilani e del resto d’Italia che lo osserva sbigottito. La minaccia di dimissioni fu utilizzata dal Sindaco anche nel marzo del 2011, a seguito dell’ennesima sconfitta della maggioranza in consiglio comunale. “Entro oggi potrebbe formalizzare le dimissioni da primo cittadino”, promise anche in quella occasione.

E oggi tutti sappiamo quanto fosse seria e concreta quella terribile minaccia.

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