Le nomine di parenti ed amici come assistenti da parte di parlamentari ed europarlamentari hanno da sempre suscitato regolari polemiche. La richiesta di chiarimenti, rilanciata da Laquilablog, non nasce da una volontà di gratuito accanimento nei confronti del MoVimento di Grillo. Ma è stato Grillo stesso ad “alzare l’asticella” facendosi portatore di una nuova onda moralizzatrice contro la “camera oscura” presieduta dalla Boldrini, più volte accusata pubblicamente di non fare chiarezza sl sistema di assunzioni degli assistenti parlamentari, sui loro nominativi e sulle loro effettive professionalità, visto che si tratta di posti di lavoro ben remunerati e che godono di un numero di privilegi difficilmente riscontrabili in altri dipendenti dello Stato. La scelta del Parlamentare è insindacabile e la legge gli consente di assumere liberamente chi vuole. Come l’on. Miccichè, che fu liberissimo di assumere uno spacciatore che scorrazzava tranquillo per le autostrade italiane con la macchina carica di cocaina.

Dopo circa quindici giorni dalla nascita di un caso che stava travolgendo quello che rimane del M5S Abruzzo, la senatrice Rosetta Blundo ha ringraziato “per la richiesta di chiarimenti “ e – bontà sua- deciso di rispondere “solo alle domande che” la “riguardano direttamente”.
La Blundo, per dirimere ogni nostro dubbio e finalmente adempiere alle regole che Grillo vorrebbe valessero per tutti i parlamentari italiani, ci spiega che le risponde solo “per il mio operato”. La Blundo prosegue spiegando che “nei curricula vi sono dati sensibili e le persone non sono state assunte a seguito di un bando pubblico, bensì con contratto privato”. Se la persona della senatrice è caratterizzata “dalla trasparenza e dalla sincerità”- come lei stessa afferma- dovrebbe correre da Grillo, ma anche da tutti gli altri dipendenti pubblici e privati che sono obbligati a firmare la clausola del trattamento dei dati personali in calce ai loro CV,  è spiegare loro questo suo personale convincimento. Se poi è “sinceramente” convinta che i contratti sono privati quando si tratta di proteggere i dati di qualcuno e pubblici quando si tratta di pagare, è solo un problema di etica e di logica che non possiamo imporre a nessuno. D’altronde da sempre, in Italia, chi non è in grado di dare il buon esempio dispensa sempre buoni consigli. Validi solo per gli altri, si intende.
Ma almeno una soddisfazione la Blundo ce la da e finalmente annuncia che “habemus portaborsam”: sul suo blog sono stati pubblicati infatti i nomi dei suoi collaboratori. Uno di questi  lavora al Senato, per chiamata diretta con “contratto privato”, già dal 2010, quando la senatrice era ancora solo una maestra delle elementari. Eletta senatrice nel 2013, lo ha riconfermato dopo aver scrutinato per una notte intera “più di 1.500” curricula, e non i 18.000 come va blaterando la Lombardo sul sito di Grillo. Che ci volete fare. In Italia c’è chi nasce con la camicia e chi no. Però almeno sappiamo che gli assistenti della Blundo sono laureati.  Anche l’on. Vacca ha dovuto capitolare e, finalmente, da qualche giorno, possiamo sapere dal suo sito che ha scelto come Assistente Parlamentare un diplomato dell’Iti di Chieti che nel  lontano 1996 si è iscritto al corso di laurea in Geologia. Da allora, più che studiare e laurearsi, si è specializzato nel farsi eleggere come rappresentare dei dipendenti e gli studenti in varie Commissioni e Comitati. Pare che invece della geologia, il suo Assistente all’Università abbia scoperto un vera passione per la stesura dei regolamenti e ordinamenti didattici. L’on. Vacca ne sembra certo, tanto da selezionare, tra migliaia di candidati, proprio lui per sviscerare i temi dell’Università e della Cultura italiana. Ma la cosa più straordinaria che l’Assistente del magnanimo on. Vacca sa fare, è prevedere il futuro. Nel suo curriculum pubblicato con tanta fatica leggiamo testualmente che è  “dal 25 marzo 2014 assistente parlamentare”. Noi una persona così la vorremmo subito nominata Magnifico Rettore onoris causa, se solo esistesse questa carica. Ma in Italia si potrebbe presto inventare, perché no? Degli altri assistenti dei parlamentari abruzzesi del M5S non si riesce ancora a sapere molto. Ma, ci spiega, la Blundo non è affar suo, casomai della Boldrini.
Per quanto riguarda le altre domande, la senatrice ci fornisce lunghe risposte elusive più che esaustive. In sintesi: nel M5S Abruzzo esistono regole ma anche no; esistono comitati di garanzia per selezionare i candidati ma anche no; e tutto quello che avete visto finora non esiste. Ma forse anche sì. La Senatrice si rifiuta di dire se esistano dei responsabili, con nomi e cognomi e regole democratiche del MoVimento. Dalla sua ricostruzione si evince che  ognuno in Abruzzo fa un po’ quello che gli pare e il più forte “te’ ragio’”, come si dice a L’Aquila, la sua città natale. E viva la democrazia!
Nella sua infinita bontà d’animo, l’ultima perla la Blundo la regala alle nostre domande: Chi sta prenotando sale congressi negli alberghi di Pescara dove tenere riunioni per decidere le candidature? Con quali fondi?
La Senatrice risponde: “Come già detto i gruppi locali si auto-gestiscono per questo di volta in volta c’è qualcuno che si interessa alla prenotazione. Per il pagamento spesso viene fatta una colletta a fine riunione”. E ci confida che il MoVimento 5 Stelle, almeno sul territorio abruzzese, è gestito proprio come un vecchio Partito tradizionale poiché “la Democrazia Liquida è un concetto molto difficile per chi pratica la politica tradizionale”. E i soldi delle donazioni- perché la politica costa, anche se la Senatrice aspetta ancora ad ammetterlo ma siamo sicuri che prima o poi lo farà- arrivano da alcuni cittadini che, idopo aver smesso di gettare monete nei pozzi ai quali fino a ieri hanno affidato i propri desideri, oggi le lasciano ben volentieri nei bussolotti all’ingresso delle Assemblee itineranti. Assemblee che, ultimamente, resta sempre più difficile scoprire dove si svolgano fisicamente. Bontà loro.

di Maria Cattini, Laquilablog.it

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