Una serata di mezz’estate che forse non pensavamo di poter vivere, quella all’Aeroporto di Preturo, un desiderio di normalità….Stellata, calda, avvolgente, magica. Renzo Arbore e la sua Orchestra “italiana” con chitarre, mandolini, voci, percussioni, fisarmonica e tastiere, hanno ammaliato il pubblico presente, tanti spettatori composti, quasi timidi, all’inizio, ma poi travolti dalla passione musicale alla fine. Jazz, soul e musica di qualità, in generale, sono state le assolute protagoniste in uno swing culminato con il clarinetto di “Ma la notte”…

Le immagini di Totò sul fondale ed il trailer in bianco e nero tra le note di “Malafemmena”, la dedica a Renato Carosone con “O’ Sarracino” e una struggente “Regginella” di Roberto Murolo sono da brivido fino all’applauso: lungo, spontaneo, intenso. Luce e colore, malinconia e sentimento, voglia di vivere e di divertirsi, nostalgia e passione, hanno travolto tutti, e tra le note e le luci magiche della notte stellata, abbiamo lasciato un pezzetto di cuore.

Il ruolo della musica ha da sempre un valore nei passaggi importanti di una comunità, la musica risuona nei momenti di difficoltà e nei momenti di festa, serve ad elaborare le emozioni e a dargli un posto. Ricominciare da dove? Ricominciare, ma come? Il canto di “Vola, vola”, mai apparso così profondo e intenso, così carico di significati ci ha fatto dimenticare per un attimo le angosce future e questa musica ci ha fatto volare davvero tutti, almeno per una notte.

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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