La Francia spegne le centrali e prende corpo lo spettro del blackout europeo. Gli stop sono avvenuti, rispettivamente, giovedì 16 e sabato 18 dicembre. Purtroppo siamo completamente dipendenti dall’estero per quanto riguarda l’energia e non abbiamo riserve. L’Europa è gravemente impreparata sul fronte del cosiddetto energy crunch, non avendo riserve proprie ed avendo fonti autonome esigue. Si bloccherebbe tutto: dai telefoni ai treni, dagli acquedotti ai bancomat e ai supermercati. Ancor più verosimile è un razionamento dell’energia elettrica, o del gas, per scongiurare il blackout. Infatti a Bruxelles e a Roma non si vede traccia della volontà politica di disinnescare le cause della scarsità di gas. Il costo del gas è quintuplicato in soli 12 mesi e la rincorsa del petrolio è nota a tutti. Di conseguenza la bolletta energetica per i paesi europei sale vertiginosamente e anche l’Italia non sa come fare. Per le famiglie italiane arriva una stangata da 800 euro, ma probabilmente saranno anche di più.

Tante imprese dicono chiaramente che con questi costi dell’energia non ce la fanno a produrre ed il rischio di un rallentamento della produzione è forte. Col blackout o col razionamento, andrebbero in lockdown le attività economiche e quotidiane. Ma gli esperti di materie prime dicono in modo estremamente chiaro che l’Europa rischia di rimanere in blackout quest’inverno.

I costi esorbitanti dell’energia e la difficoltà ad approvvigionarsi fanno sì che il rischio di un grande blackout europeo dai contorni davvero inquietanti quest’inverno sia particolarmente concreto. Specie con l’arrivo del grande freddo.

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