Taiwan-Cina: venti di guerra? Come rappresaglia contro la visita sull’isola da parte della Speaker Usa Pelosi le forze cinesi hanno lanciato missili balistici “multipli” nelle acque intorno a Taiwan.

La Cina ha dato il via, alle 12 locali (le 6 in Italia), alle più grandi esercitazioni militari mai fatte intorno a Taiwan. Le forze armate di Taiwan annunciano che si stanno preparando “alla guerra senza cercare la guerra” e denunciano l’incursione di 27 caccia cinesi.

china-taiwan guerra

Taiwan ha attivato i sistemi di difesa. “Non vogliamo l’escalation, ma non arretreremo quando si tratta di sicurezza e sovranità”, ha affermato in un tweet il ministero della Difesa di Taiwan.

Il ministero della Difesa di Taipei ha ribadito di “rispettare il principio di prepararsi alla guerra senza volerla”, mentre il ministero degli Esteri esorta la comunità globale a chiedere alla Cina di fermare le attività militari.

Mentre Pechino rivendica di avere effettuato “con successo” un’esercitazione missilistica al largo di Taiwan il Ministero della Difesa di Taipei condanna l’azione: “azioni irrazionali che minano la pace”.

Le manovre militari, che dureranno 4 giorni, sono le più ampie esercitazioni mai realizzate da Pechino intorno a Taiwan, considerata dalla Cina una sua provincia ribelle. Il ministero della Difesa cinese ha diffuso una mappa dell’area divisa nelle sei zone – alcune distanti appena 12 miglia dalla costa di Taiwan – in cui intende realizzare esercitazioni marittime ed aeree che comprendono appunto il lancio di proiettili. Aerei e navi commerciali sono stati invitati a rimanere lontani dall’aerea dell’esercitazioni che Taiwan denuncia essere una violazione della sua sovranità e di fatto un blocco dell’isola.

Qui in basso un missile balistico cinese a corto raggio DF-15 viene lanciato verso lo Stretto di Taiwan.

 

Risulta improbabile l’esplosione effettiva di una guerra, perlomeno nell’immediato, ma il Mercato ha comunque reagito negativamente all’aumentare delle tensioni. Da inizio ottobre, le sortite di caccia e bombardieri cinesi all’interno della zona di difesa aerea dell’isola sono a livelli record ma finora la Cina si è limitata a risposte già viste in occasione delle precedenti visite di funzionari stranieri nell’isola: sortite di aerei e navi da guerra nello Stretto di Taiwan. E un ban all’export dell’industria agroalimentare taiwanese (4,4% del PIL nazionale).

Secondo il ministro della difesa taiwanese, Pechino potrebbe essere pronta a un’invasione su larga scala entro il 2025.

Il fantasma della guerra è alle porte.

 

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