E’ iniziata male ed è finita peggio l’ultima seduta sui Punti Nascita del Consiglio regionale dell’Abruzzo, tornato a riunirsi ieri a L’Aquila. Dopo il rinvio dei lavori al pomeriggio dovuto alle numerose assenze nella maggioranza particolarmente impegnata a presidiare il VinItaly di Verona, la seduta aveva avuto finalmente inizio alle 16, quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio è riuscito a raggiungere palazzo dell’Emiciclo. Mentre l’attesa dei Sindaci presenti tra il pubblico era tutta per la nuova risoluzione sulla chiusura dei Punti Nascita, dove la maggioranza rischiava seriamente di uscire sconfitta, il primo colpo di scena si è registrato con l’indecorosa “sveltina”- così l’ha definita il Consigliere del M5S Domenico Pettinari– di istituire una nuova poltrona del valore di 1.800 euro di indennità al mese, che un Consigliere potrà aggiungere ai circa 10 mila mensili che già percepisce. Si tratta del posto di Presidente della Giunta del regolamento, un ruolo che fino adesso, in nome dei tagli ai costi della politica, era svolto dal Presidente del Consiglio senza alcuna indennità aggiuntiva. Ma, si sa, in politica l’appetito non è mai troppo. Soprattutto in questi tempi di crisi. E allora, dopo la creazione del ruolo di sottosegretario di Giunta, andato al preziosissimo Camillo D’Alessandro, pare che un altro Consigliere del PD (le voci parlano di Berardinetti) scalpiti per avere il suo distintivo da attaccare sulla giacca. E in più, il fortunato Consigliere neo Presidente potrà assumere- sempre a carico dei contribuenti- un collaboratore esterno, dipendente della commissione, nominato a chiamata diretta dal presidente, insomma, un portaborse, di categoria D da 36 mila euro lordi all’anno. Dopo un accesa discussione, non avendo raggiunto il quorum necessario che caratterizza votazioni sulla variazioni statutarie, il Consiglio non ha potuto però approvare la modifica al Regolamento interno per la composizione della Giunta per il Regolamento e l’elezione del suo Presidente.
L’ignobile norma- ha comunque assicurato il Presidente Di Pangrazio- sarà certamente riesaminata nella prossima seduta.

A conclusione dei lavori, sempre a Di Pangrazio è toccato l’ingrato compito di negare la discussione in Aula sui Punti Nascita, scatenando nuovamente le ire delle opposizioni. E’ in quel momento che sono andati in scena i pesantissimi insulti dell’ex Assessore Mauro Febbo contro il Presidente dell’Assemblea. “Servo, servo…”, ha continuato ad urlare Febbo contro Di Pangrazio che si agitava senza meta tra i banchi del Consiglio, fino a quando l’utilissimo sottosegretario D’Alessandro lo ha preso mostrandogli la via di fuga. Lo scontro poi è continuato fino a sfiorare in rissa fisica tra i corridoi degli uffici dell’Emiciclo, quando Di Pangrazio e D’Alessandro avrebbero affrontato a brutto muso il Consigliere del M5S Ranieri e un suo portaborse. Urla di panico tra i dipendenti che, alla fine, hanno evitato che la rissa avesse conseguenze più gravi. Nel frattempo l’Aula veniva nuovamente occupata dalle opposizioni. Sara Marcozzi del M5S, raggiungendo lo scranno del Presidente D’Alfonso, fa l’ultima imbarazzante scoperta: tra i documenti della Giunta spunta l’ultimo numero del Corriere dello Sport con un titolo a caratteri cubitali che non poteva essere più appropriato: “Che lite!”

Già, che lite e che tristezza questo continuo assalto alla diligenza della maggioranza più intenta a inventarsi poltrone  che a risolvere i veri problemi dei cittadini, come quello dei punti nascita che continuano a rimanere inevasi. Che lite e che amarezza, considerando che lo spettacolo di ieri sera non proveniva da qualche bordo campo ma dall’Aula del Consiglio regionale, dove si dovrebbe decidere il futuro di noi abruzzesi.

Laquilablog, 25 marzo 2015

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