“Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il Presidente della Regione Chiodi a porre in essere tutte le iniziative “intervenendo presso i Ministeri competenti e ricorrendo in via giudiziaria” per bloccare l’insediamento dell’impianto di estrazione petrolifera “Ombrina Mare 2”, che dovrebbe sorgere al largo del litorale di San Vito Chietino.”

Così scrivevano le agenzie stampa il 5 marzo del 2013. Dopo due anni e dopo l’elezione di un nuovo presidente di centro sinistra, tutti gli organi di informazione tornano oggi a scrivere: “via libera alla risoluzione contro Ombrina Mare, in cui si chiede al Presidente della Regione  D’Alfonso di attivarsi per accelerare la conclusione della perimetrazione dell’istituendo Parco nazionale della Costa Teatina, oltre a intervenire presso i Ministeri competenti per bloccare i decreti di compatibilità ambientale sia per Ombrina Mare, sia per Elsa 2.”

In questo stanco e sterile gioco delle parti, i Consiglieri regionali abruzzesi non devono neanche più sforzarsi di inventare qualcosa di nuovo: ai loro addetti stampa basta fare taglia  e incolla con i testi pubblicati due anni fa sui siti web e la farsa è servita.

Un altro esempio? “Un voto che ha spazzato via qualsiasi malevola quanto strumentale interpretazione. Il governo Chiodi ribadisce la propria vocazione con fatti concreti a difesa dell’ecosistema d’Abruzzo caratterizzandosi come coalizione responsabile, che è qualità ben diversa dall’ambientalismo da salotto”, spiegava l’allora responsabile della comunicazione di FI Riccardo Chiavaroli.

Dopo due anni, l’attuale assessore all’Ambiente del PD, Mario Mazzocca, torna a definire l’odierna approvazione della risoluzione “urgente”contro la petrolizzazione in Abruzzo “un passaggio importante che spero serva a far ritornare sui propri passi quei politici neofiti che troppo presto hanno cercato, in maniera infantile, di gettare discredito sulla linearità e correttezza dell’operato ‘no triv’ dell’Assessorato e dell’intera Giunta regionale”.

A proposito di infantile, il neo sottosegretario di Giunta Camillo D’Alessandro, gioioso come un bimbo al quale hanno appena passato la palla, approfitta subito delle troppe assenze nei banchi delle opposizioni per dichiarare che “tutto il centrodestra è fuggito dall’aula per non partecipare alla votazione che diceva ‘no’ a Ombrina e ‘sì’ al Parco nazionale della Costa Teatina”. Evviva evviva!

Peccato che, come dimostrano le migliaia di pressoché inutili e demagogiche “risoluzioni” approvate finora in Consiglio regionale, tutti i Consiglieri sanno di aver partecipato all’ennesima, inutile sceneggiata. Malgrado le loro pirotecniche interpretazioni -utilizzate spesso a ruoli intercambiabili- l’energia e i piani energetici rimangono materia esclusiva dello Stato. I governi regionali possono farci ben poco, soprattutto quando i maggiori esponenti nazionali del Partito Democratico hanno sempre avvalorato la ricerca del petrolio in Adriatico “prima che lo faccia la Croazia”, come ha spiegato lo stesso Romano Prodi.

Mentre queste inutili sceneggiate continuano ad impegnare le tanto pigre quanto ricche giornate dei Consiglieri regionali, il PIL abruzzese continua a scendere insieme ai dati sull’export come nel resto d’Italia, dove l’occupazione resta al palo, il debito aumenta e si avvicinano pericolosamente i “tagli di spesa dolorosi che dovranno trovar posto nella prossima legge di Stabilità” per “evitare il disastroso aumento della pressione fiscale legato all’incremento dell’Iva“ (fonte: Sole24Ore di oggi).

Laquilablog.it, 14 aprile 2015

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