di Maria Cattini – “Eh no! Dovete finirla di fare i furbi!… Eravamo tutti d’accordo e adesso riscoprite la verginità sui giornali?!… ma qui allora salta tutto!”
Era questo il tenore delle urla che, questa mattina, si potevano ascoltare da dietro le porte chiuse di Palazzo dell’Emiciclo mentre, nel corso di concitate riunioni, sembrava tramontare definitivamente  l’operazione “aggiungi un posto a tavola”. Ossia la proposta sull’incompatibilità di assessori e consiglieri che permette di aumentare da 31 a 36 il numero dei seggi in Consiglio. Norma prima voluta da tutti, con tanto di timbro di qualità di Carlo Costantini, e poi, quando la notizia si era sparsa sul web raccogliendo pesanti critiche dei cittadini, rinnegata dai più.
Alla fine, solo gli esponenti del Pdl, Chiodi e Venturoni in primis, erano rimasti a difenderla sui giornali. Ma qualcuno del centro destra, questa mattina, ha detto basta all’ennesimo gioco delle parti. E invece di dare via al Consiglio regionale convocato in extremis alle 10.30 di oggi, si è assistito ad un impressionante balletto di dichiarazioni. La più illuminante quella del capogruppo del Pdl Venturoni: “La proposta, contrariamente a quanto è stato strumentalmente affermato, non avrebbe comportato alcun aumento di costi per i cinque (e non sei) assessori in più- spiega il capogruppo Pdl – perchè tale spesa sarebbe stata di fatto compensata dall’ulteriore taglio dell’indennità dei consiglieri.” Proprio come nella canzone, insomma: “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se posti un po’ la seggiola c’è posto anche per lui”. Infatti, per Venturoni, se si tagliassero un altro po’ le indennità dei Consiglieri si potrebbero benissimo spendere quei soldi per assumerne altri. Chi dice il contrario non capisce: qui si parla non di un costo aggiuntivo, semmai solo di un risparmio mancato. E- soprattuto- di una preziosa chance in più di essere rieletti.
Comunque, malgrado la mattinata dei lunghi coltelli prometteva il peggio, niente è ancora del tutto perduto: tecnicamente, De Matteis, dopo essere riuscito ad aprire i lavori del Consiglio straordinario solo alle 13.30, con tre ore di ritardo ma comunque entro l’ultimo giorno utile per approvare eventuali modifiche alla legge elettorale, ha solo rinviato la seduta allungandone legalmente la durata. Quindi i consiglieri avranno ancora un po’ di tempo per discuterne dentro e fuori il Consiglio.
Infatti, non poteva mancare la nota ufficiale del capogruppo del Pd, D’Alessandro, che, oltre a confermare la contrarietà alla norma sull’incompatibilità tra consiglieri e assessori, lancia la bomba finale per gettare scompiglio tra le file degli aspiranti candidati del Pdl (vedi le ambizioni di Guerino Testa&C):  “riteniamo- ha scritto D’Alessandro dandosi del noi-  che debba essere affrontato con fermezza, e risolto, il problema della “legge antisindaci”, abrogando o modificando l’attuale testo vigente.”  Corsi e ricorsi storici: anche la legge anti sindaci fu approvata “in extremis” otto anni fa dal centro destra di Pace per mettere fuori gioco l’allora sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, grazie al fondamentale appoggio esterno delle opposizioni di centro sinistra in Consiglio.
Al rilancio di posta di Camillo D’Alessandro, non poteva mancare l’immediata risposta di Venturoni:  “Giovedì si terrà una nuova conferenza dei capigruppo e il Pdl è disponibile a esaminare con la necessaria serenità ogni proposta di modifica della legge elettorale riguardante sia l’ incompatibilità che l’ineleggibilità di sindaci, presidenti e assessori delle Province, a condizione – precisa Venturoni – che su tali temi cessino le speculazioni e si arrivi a una piena e inequivoca convergenza bipartisan, nella consapevolezza che le norme non possono essere a consumo di parte ma che vanno approvate nell’interesse superiore della Regione.”
Traducendo: non provate a lasciarci ancora col cerino in mano perché i cittadini sanno benissimo che questa norma interessa anche voi e al prossimo Consiglio, se volete la norma libera sindaci dovete approvare anche quella per l’aumento dei consiglieri assumendovi,senza fare i furbi, le vostre responsabilità anche sulla stampa.
Basta sceneggiate, appunto.
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