“Fuksas è stato chiaro: meno si tocca meglio è”. E’ un raggiante Massimo Cialente a fornire ai giornalisti l’interpretazione esatta della visita nel centro storico dell’Aquila dell’architetto Massimiliano Fuksas. Per non mancare all’evento, il Sindaco ha spinto sull’acceleratore del camper per tornare subito in città dalla quale era stato assente da una decina di giorni. 
“Assente ma non silente”, purtroppo per noi e per i poveri malcapitati rappresentanti delle istituzioni, come il prefetto Alecci, che hanno dovuto subire le incontenibili “sparate” balneari del primo cittadino chiamato in giudizio dalla Corte dei Conti per un presunto danno erariale di quasi 12 milioni di euro.

Ma ieri, per Cialente, era nuovamente “nu jorn’ buon”. Nel ruolo di Cicerone ha infatti guidato l’architetto Fuksas e si è potuto nuovamente mettere a capo del solito codazzo di politici altrettanto felici di non aver più Gianni Chiodi tra i piedi a impallare le telecamere (presenti tra l’altro il sottosegretario Legnini, il presidente della regione, D’Alfonso, il suo vice Lolli, Giuseppe Di Pangrazio, i consiglieri Pietrucci e Di Nicola). Le dichiarazioni di Fuksas -secondo il quale L’Aquila ha già tutto che non bisogna toccare nulla se non riportare la gente in centro e forse rifare la pavimentazione di Piazza Duomo- sono sembrate a Cialente la migliore promozione di sul campo della sua politica di ricostruzione.

Certo Fuksas, reduce dalle polemiche riguardanti la sua incompiuta “Nuvola” dell’Eur a Roma, non ha il curriculum di Renzo Piano. Ma l’architetto romano rimane sicuramente uno dei migliori nel campo nazionale. A volerlo in città “per chiedere consigli”, in realtà, è stato lo stesso Governatore D’Alfonso, che conosce Fuksas da anni, quando progettò a Pescara l’avveniristica sede della Fater. Ma questa volta Fuksas, che pure gode di molti appoggi politici nel centro sinistra italiano, non si è voluto proprio sbilanciare, evitando di prendere alcun impegno. Forse perché l’architetto era a conoscenza del trattamento che la città dell’Aquila ha già riservato al suo collega Renzo Piano, che vide  ridimensionare il suo ambizioso progetto di adozione di un intero quartiere della città alla realizzazione del piccolo auditorium al Castello. E anche quest’opera è stata lungamente oggetto di polemiche ottuse e ingrate da parte di molti cittadini aquilani.

Ecco perché l’ennesima gita tra le macerie sembra essersi conclusa con un bell’abbraccio sotto i riflettori e il solito florilegio di frasi di circostanza che tanto piacciono al sindaco Cialente.

Tante belle parole, una gradevole passeggiata tra amici e i giornalisti ancora a reggergli il microfono: cosa poteva chiedere di più l’abbronzatissimo sindaco dell’Aquila dal suo ritorno dalle ferie?

L’Aquilablog, 22 luglio 2014

Condividi