Ogni località gode di una propria connotazione. Una spiccata caratteristica che la rende nota nel Paese, nel continente e nel mondo, quando chi milita nella compagine politica possiede l’avvedutezza, la sensibilità e la lungimiranza di guardare non solo al presente, ma, qualche volta, anche al futuro. Così Siena è nota per il “palio”; Pisa per la “torre pendente”; Milano per il “Duomo”; Torino per la “Mole” e L’Aquila per la “Perdonanza”. Da oggi potremo chiamare questo Comune “la Città dei tondi”, come la “città della via sul mare”, etc., etc.

Molti si chiederanno da dove possa derivare questa nuova caratteristica. Non c’è alcun bisogno di spiegazioni scientifiche, di riferimenti storici, di particolari significati culturali. Basta guardarsi intorno per verificare quanti “tondi” sono stati realizzati attorno alle mura del centro storico e nel territorio comunale.

Qualcuno ha osato dire, fortunatamente in maniera assai sommessa, che il Comune, oggi, ha pensato alla grande, ha sfoderato tutta la progettualità, ha voluto realizzare una serie di “mini rondò”, certamente non dispersivi, ampi, funzionali e troppo razionali come quelli francesi. Se fossero stati leggermente più vasti sarebbe stato uno spreco, uno schiaffo all’economia, alla sicurezza del traffico e degli utenti della strada.

Oggi, con molta approssimazione, i “tondi” funzionano solo perché non esiste il volume di traffico che si andrà a conseguire con la completa occupazione degli alloggi assegnati. Domani vedremo se le scelte saranno quelle giuste, oculate e razionali, soprattutto perché le vie di accesso ai tondi, già da diversi mesi, non sono in grado di smaltire il traffico che grava sulle stesse. In poche parole, ci siamo dotati di un bel cappello nuovo, ma siamo rimasti ancora con le stampelle e le scarpe rotte.

La ss. 17, la ss. 80, la Mausonia, le strade Provinciali, le strade Comunali interessate e soffocate dal traffico restano e resteranno pericolose per l’utenza, per i pedoni, per l’economia del territorio.

Che cosa abbiamo risolto?

Nulla di concreto, se non un aggravio della spesa pubblica. La ss. 17, nel tratto corrente dai confini con il Comune di Scoppito all’innesto con la Mausonia, dovrebbe essere trasformata in asse attrezzato a quattro corsie, come pure il tratto da Bazzano (innesto con la Mausonia) ai confini con il Comune di Barisciano, visto che ai margini delle due bretelle si sono sviluppate le aree industrializzate. Il tratto della ss. 80, dal bivio con la ss. 17 al Cermone, dovrebbe essere raddoppiato per rendere funzionale la costruenda fondovalle dell’Aterno L’Aquila – Amatrice. La ss. 80, da Cermone a Scoppito, necessita di un ampliamento radicale e di una urgente variante all’abitato di Preturo, prevista in un vecchio PRG, poi cancellata e mai più riproposta. Le strade Provinciali che interessano i collegamenti con gli abitati di Sassa, Tornimparte, Scoppito, Cese di Preturo, Coppito, Preturo, San Marco di Preturo, Monticchio, Fossa, S. Eusanio Forconese, Cavalletto d’Ocre, l’intero territorio di Bagno, etc., hanno bisogno degli urgenti lavori di ampliamento e rettifica delle viziosità plano altimetriche. La statale, che dalla località Martini conduce a Roio, ha bisogno di grandi interventi per essere posta in sicurezza, soprattutto in considerazione del grande traffico dovuto agli studenti che frequentano l’Università.

Questi sarebbero i grandi problemi del traffico, per i quali l’Amministrazione avrebbe dovuto elaborare un serio, concreto, aderente e urgente piano traffico. Queste avrebbero dovuto essere le proposte alternative dell’opposizione, una volta accertata la carenza di progettualità dell’Amministrazione attiva.

Invece, la soluzione ultima quale è stata? Proposte condivise? Approvazione, di che cosa non si sa, a maggioranza assoluta?

Così, realizzeremo altri “tondi” al bivio di Scoppito, al bivio di Sassa, al bivio della SS. 17 con la Provinciale per Cese, al bivio di Lucoli, al bivio con la strada per l’Aquilone, al bivio di Coppito, all’innesto con la Mausonia, all’incrocio della Mausonia con la statale per Roio (Totani), all’incrocio con la SS. 5, all’incrocio con la S.P. per Monticchio, all’innesto della stessa con la SS: 17 a Bazzano, all’incrocio con la statale per Paganica, all’ incrocio con la S.P. per Monticchio, all’incrocio con la SP per Paganica e Onna, all’incrocio con la statale Subequana, ai vari incroci con San Gregorio, all’incrocio con la strada per Pettino e Vetoio, all’incrocio con la strada per Pettino e l’Ospedale, all’incrocio per Cansatessa, ai vari incroci per San Vittorino, agli incroci del Cermone, all’incrocio con la provinciale di San Marco, all’incrocio con Coppito in pieno centro dell’abitato di Preturo.

Ma quanti “tondi”! Forse, uno per ogni consigliere? Non ci avevamo pensato prima.

Della viabilità comunale preferiremmo non parlare. Sarebbe meglio che lo facesse direttamente l’Amministrazione per dirci, con estrema esattezza, se essa esiste ancora e se quel poco che è rimasto versa nelle condizioni ideali per assicurare una libera e sicura circolazione stradale, visto che la maggior parte delle strade comunali risultano occupate da parcheggi selvaggi e da permanenti occupazioni di suolo pubblico con materiali di ogni genere, che ne impediscono l’uso corretto da parte degli utenti.

Vorremmo conoscere, se non arrechiamo troppo disturbo e se non abbiamo eccessive pretese, il “famigerato” piano traffico comunale. È possibile? I cittadini ne hanno diritto.

A questo punto, sicuramente, qualcuno si sentirà punzecchiato nel proprio intimo perché abbiamo messo in piazza la pochezza delle idee e la bassa quota delle stesse. Dicevamo che qualcuno, nascosto in un capannello di fedelissimi, oserà dire che la stampa e, in particolare certi giornali, sono proprio “insulsi”. È vero! Forse, inconsapevolmente, ha messo a fuoco un importante argomento. La stampa divulga il prodotto che è capace di offrire questa classe politico amministrativa: un prodotto veramente “insulso” e, certamente, poco degno di attenzione.

Ma, tant’è. Nella disgrazia, però, si può trovare l’occasione per intraprendere in questo momento una nuova e lucrosa attività: “acquistare gli uomini per quello che valgono, per poi rivenderli per quello che credono di valere”.

Provate ad immaginare quali lauti guadagni si potrebbero conseguire!

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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