di Maria Cattini – Nuove clamorose rivelazioni di Gabriele Lucci sulla solidità economica dell’Accademia dell’Immagine. Secondo le dichiarazioni del padre fondatore dell’istituto, pubblicate oggi dal quotidiano online News-Town, nel 2009 il CdA dell’Accademia, per ottenere un ulteriore mutuo di 1 milione e duecentocinquantamila euro, si stava impegnando anche la sede di Collemaggio, di proprietà dell’Accademia ma con il mutuo pagato dalla Regione Abruzzo. Solo il terremoto ha sventato questa disperata operazione speculativa che vide l’avvallo del Sindaco Cialente che, ricordiamo, è adesso coinvolto in accertamenti riguardanti un contributo fantasma di 150mila euro.

”Nel 2009- spiega Lucci – venne presentato un piano di riorganizzazione, sulla base del quale la stessa approvò l’erogazione di un mutuo garantito dalla proprietà dell’edificio della Scuola. Questo mutuo (1 milione e duecentocinquantamila euro), sottoscritto dai soci dell’Accademia proprio tre giorni prima del terremoto – c’era anche il delegato del governatore Gianni Chiodi -, avrebbe risolto la situazione senza procedere ad alcun licenziamento. Ricordo persino che il presidente del Cda, il sindaco Massimo Cialente, sottoscrisse le rate di pre-ammortamento per il pagamento. Il crollo della sede ha sfortunatamente fatto venir meno la garanzia reale e, conseguentemente, l’erogazione del mutuo.”

Fu l’allora assessore regionale Stefania Pezzopane a sponsorizzare la L.R. n.4 del 2000, che accollava alle casse della Regione Abruzzo anche il mutuo ventennale per pagare la sede all’Accademia, allora valutato in 350 milioni di lire l’anno. Un mutuo che andava ad aggiungersi agli altri contributi ordinari e straordinari previsti dalla Legge regionale 100/97. Oltre a quelli straordinari che, almeno ogni due anni, venivano messi nelle spese di bilancio della Regione per “rilanciare le sorti dell’importate istituto”.
Malgrado i muti, i contributi ordinari e straordinari della Regione, quelli della Provincia e quelli ballerini del Comune, l’Accademia dell’Immagine nel 2009 aveva registrato un ammanco nei conti di 2 milioni e mezzo di euro. Ulteriormente saliti nel corso di questi ultimi anni.

Un ammanco considerevole che, però, non ha impedito all’Accademia di corrispondere stipendi d’oro a Lucci e alla sua compagna almeno fino al 2007. Secondo la ricostruzione contabile che il quotidiano L’Editoriale pubblicò il 28 marzo del 2009, infatti, i compensi annui percepiti dalla Ximenes, furono i seguenti: anno 2003 euro 53mila; anno 2004 euro 66mila500; anno 2005 euro 57mila450; anno 2006 euro 60mila; anno 2007 euro 53mila700; anno 2008 (fino a novembre) euro 37mila140, anno in cui, la Ximenes, si fece fatta anticipare la liquidazione del Tfr. Sempre secondo i conti de L’Editoriale, per i compensi di Gabriele Lucci, dal 2003 al 2008, l’Accademia ha sborsato mediamente 90mila euro l’anno, oltre logicamente ai contributi previdenziali.

Secondo l’interessato questi compensi sono nulla rispetto ciò che lui e la sua compagna hanno realizzato per la città.
“Ma quale pulsione distruttiva può agitare le menti di alcuni- si interrega un attonito Lucci- se a fronte di tutto ciò che abbiamo fatto per la città, aver dedicato i migliori anni della nostra vita a questo territorio, aver creato tanti posti di lavoro, aver aiutato anche con soldi personali quella scuola, si è solo capaci di disconoscere quanto realizzato e si ricorre, invece, a serpentine insinuazioni fino a pensare che avrei potuto mettere in difficoltà, arrecare danno a una mia creatura?”

Una domanda legittima quella di Lucci se solo prima si decidesse a indicare chi, allora, ha creato tutti quei “buffi” e chi si è preso i soldi di milioni di euro di finanziamenti pubblici garantiti per almeno 15 anni con i soldi di tutti gli abruzzesi.

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