di Maria Cattini – «Se L’Aquila non entrerà nella rosa dei candidati finali per la capitale europea della cultura nel 2019, sarà una scelta di Stato e Europa, che decreteranno la decisione di non voler vedere ricostruire L’Aquila»: lo ha detto l’assessore plenipotenziario del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, in un’intervista rilasciata ad Abruzzo24ore, ai margini della conferenza stampa di presentazione ufficiale del documento di candidatura, avvenuta ieri a Palazzo Margherita.

Dopo le minacce del Sindaco Cialente di salire a Bruxelles, sono arrivate anche quelle della SuperStefy, l’esponente del Pd che un giorno è a Roma a supportare, nel ruolo di Senatrice della Repubblica, le richieste di fondi per la ricostruzione; e l’altro è a L’Aquila a ricoprire il ruolo di assessore plenipotenziario per amministrare direttamente tutto ciò che riesce a farsi concedere dal governo. In pratica, una partita di giro con i fondi dello Stato.  
Peccato che i politici spesso fanno le pentole e non i coperchi. Il mitico duo, infatti, ancora non vuol fare i conti con le casse dello Stato, che sono drammaticamente vuote. Sono finiti i bei tempi in cui bastava chiedere denaro al Governo nazionale o all’Europa per decidere poi come conveniva gestirlo sul territorio, cosa finanziare e cosa no. Ora, se le amministrazioni locali, anche quelle terremotate, vogliono i fondi, Roma e Bruxelles pretendono prima di capire cosa ci si vuol fare con i pochi soldi rimasti a disposizione.

Per quanto riguarda i fondi della Ricostruzione, infatti, la cifra messa a disposizione  dal governo amico è molto teorica: si era partiti da una richiesta di più di un miliardo di euro l’anno, e bisognerà accontentarsi, forse, di meno di 200 milioni di euro. «Una dura battaglia vinta grazie al mio duro impegno in Senato»: ci ha tenuto a precisare trionfalmente la SuperStefy che, tra una battaglia e l’altra per il bene della città, ha fatto in tempo ad uscire “tecnicamente” dal gruppo del Senato Pd, finire in quello Misto, farsi eleggere vice presidente della giunta delle Elezioni (d’altronde, chi è esperta più di lei di doppi, tripli incarichi?), per poi rientrare trionfalmente a casa, nelle folte file del Pd.
Gli ipotetici 190 milioni di euro l’anno sono pochi per ricostruire la città? «E’ colpa della Blundo che rema contro gli interessi della città», ha subito denunciato la Pezzopane.
Ma come? Il Pd fa parte della maggioranza più ampia della storia della Repubblica e se il Governissimo di Letta (Pd) ridimensiona drasticamente le aspettative dell’Aquila la colpa è di Rosetta Blundo che fa parte dell’unica, misera forza di opposizione (M5S)? «Il comune dell’Aquila- ha minacciato un Cialente indignato più che mai- dovrebbe aprire i suoi uffici nella casa della Blundo, che non capisce nulla e ignora le questioni.» Insomma, per il fantastico duo, Rosetta è peggio della criptonite.

Lasciando le incognite del Governo e tornando a L’Aquila, il documento presentato ieri da SuperStefy, questa volta nelle vesti di assessore comunale, rappresenta la tipica interpretazione autarchica della cultura, a tutto consumo dei soliti noti, sedicenti artisti o boriosi intellettuali aquilani. Malgrado l’Europa raccomandi esplicitamente, a tutte le città che vogliano competere concretamente al riconoscimento di “Capitale europea della cultura”, di presentare progetti che coinvolgano più attori possibili, riconosciuti a livello nazionale ed europeo. «Sì a progetti ambiziosi e visionari»- dice inoltre l’Europa- che presentino però «una tempistica e un piano di finanziamenti realistico e concreto». E soprattutto, che siano supportati non solo finanziamenti pubblici ma anche da quelli privati.

Il documento di cui abbiamo già parlato, e che quasi sicuramente il Consiglio comunale approverà in settimana, su questi fronti lascia molti dubbi. Ma SuperStefy, che ha sempre avuto un super fiuto per i fondi europei, di dubbi non ne ha: «L’Aquila merita questa candidatura!». 
E, per chi non l’avesse ancora capito, se le cose andranno bene- ma anche solo così e così- bisognerà ringraziare e mettersi in fila davanti SuperStefy Pezzopane e Massimo “Che Confusiò” Cialente. Se invece finisce tutto come al solito in una bolla di sapone, le forze del male che remano contro L’Aquila ed il suo futuro radioso sono nient’altro che lo Stato, l’Europa e la senatrice Rosetta Blundo.

Roba da far rimpiangere i bei tempi in cui i nemici da combattere erano solo Berlusconi, Bertolaso e Chiodi. Ma niente può spaventare il mitico duo già pronto- ne siamo sicuro- per una nuova fantastica avventura.

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