La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova reagisce duramente al nuovo pacchetto di sanzioni Ue sostenendo che “tale approccio comporta conseguenze devastanti per l’economia e la sicurezza globale”.

“Il Consiglio dell’Ue ha annunciato – afferma Zakharova in un commento pubblicato sul sito web del Ministero degli Esteri – l’estensione delle misure restrittive unilaterali contro la Russia. È quindi con immancabile perseveranza che l’Ue continua a portarsi in una situazione di stallo.
Sullo sfondo della chiara mancanza di speranza e dell’inutilità della politica di pressione sulla Russia che dura da anni, le conseguenze devastanti delle sanzioni dell’Ue per vari segmenti dell’economia e della sicurezza globale, compresi gli Stati membri dell’Ue, stanno diventando sempre più evidenti”.

Le nuove restrizioni “perseguono esplicitamente l’obiettivo di minare le attività economiche esterne del nostro Paese, anche nel settore agricolo”, sostiene la portavoce del ministero degli esteri russo. Tra gli obiettivi dell’Ue vi è quello di “limitare l’uso dei fondi nei conti presso le banche dell’Ue e al di fuori di essa e di rendere impossibile il transito senza ostacoli delle merci attraverso il territorio/le acque dei Paesi membri dell’Ue”, ha aggiunto.

Il Consiglio Ue aveva adottato, il 21 luglio scorso, per procedura scritta il pacchetto di manutenzione e allineamento delle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, che prevede nuove misure mirate a dare un altro giro di vite, aumentando la pressione su Mosca.

Il pacchetto contiene il divieto di acquistare, importare o trasferire, direttamente o indirettamente, l’oro dalla Russia, se è stato prodotto in Russia e da lì esportato verso l’UE o Paesi terzi.

Il divieto copre anche i gioielli. Viene allungata la lista degli oggetti controllati, che possono contribuire al progresso militare e tecnologico della Federazione Russa; il divieto di attracco per le navi russe nei porti Ue viene allargato alla chiuse, per evitare aggiramenti del quadro sanzionatorio. Vengono introdotti chiarimenti di vario tipo sulle misure esistenti: per esempio l’assistenza tecnica alla Russia nell’aviazione civile viene consentita, nella misura in cui è necessaria per rispettare gli standard Icao.
L’Ue ha anche esteso l’esenzione dal divieto di effettuare transazioni con alcune entità pubbliche russe per quanto concerne i prodotti agricoli e il trasporto di petrolio verso Paesi terzi.
Viene allungata la lista dei soggetti sanzionati e si introduce l’obbligo per questi ultimi di autodenunciare i beni posseduti nell’Ue: chi non lo fa, commette un reato penale, cosa che apre la strada alla confisca del bene in molti ordinamenti dell’Ue, anziché al semplice congelamento.

Questo escamotage dovrebbe costituire un forte incentivo all’autodenuncia, dato che un bene congelato prima o poi verrà scongelato, mentre un bene confiscato è perso per sempre.

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