Facebook, Twitter, YouTube e gli altri stanno faticando a rimuovere le numerose notizie false e di propaganda.

Una parte importante delle cronache sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia deriva dalla grande quantità di fotografie, video, testimonianze e aggiornamenti pubblicati sui social network, dove come spesso accade in queste situazioni gira un po’ di tutto e non è sempre facile riconoscere le fonti affidabili da chi è sui social per fare propaganda e disinformazione.

I canali Telegram stanno diventando sempre più una fonte di informazioni non verificate relative agli eventi ucraini. Non abbiamo la capacità fisica di controllare l’accuratezza di tutte le pubblicazioni dei canali. Oggi è intervenuto duramente anche  Pavel Durov. fondatore di Telegram.

Invito gli utenti in Russia e Ucraina a diffidare di qualsiasi dato che viene fatto circolare su Telegram in questo momento.

Non vogliamo che Telegram venga usato come strumento per esacerbare i conflitti e fomentare la discordia etnica.

Se la situazione si aggrava, considereremo di limitare parzialmente o completamente il funzionamento dei canali Telegram nei paesi coinvolti per la durata del conflitto.

Condividi