di Maria Cattini – “Inizialmente sono stata perplessa rispetto alle intenzioni di Renzi ma poi ho compreso che non si poteva fare altrimenti, che era necessario un’inversione di marcia”: così la senatrice aquilana Stefania Pezzopane saluta la decisione del suo nuovo “caro leader” Matteo Renzi di licenziare Enrico Letta.

Puntuale come in ogni occasione importante, è arrivato in redazione un suo comunicato stampa per informarci che, a questo punto, è diventato inutile chiedere la testa del povero Ministro Trigilia quando Renzi ha fatto molto di più di quello che lei pretendeva: ha decapitato l’intero Governo.

“Renzi ha deciso di non fare rimpasti, scelta da prima Repubblica, ma ha optato per un cambiamento radicale, mettendoci la faccia in prima persona,” precisa maliziosamente la Pezzopane. ”Mi auguro che a breve ci sia un nuovo referente per la ricostruzione, che possa dare man forte alla battaglia parlamentare che stiamo conducendo per ottenere più fondi.”

Qualcuno potrebbe pensare che la Pezzopane si stia candidando a prendere il posto del Ministro Trigilia, ma non è così. Primo, perché Trigilia è un uomo di Renzi e, se proprio deve essere sacrificato, lo sarà solo per riequilibrare le forze con un altro esponente della coalizione, non necessariamente del PD. Secondo, perché se la Pezzopane ottenesse la poltrona di Ministro della Coesione Territoriale, avrebbe poi la rogna di spiegare ai territori colpiti dalle alluvioni- si parla già di quasi mezzo miliardo di danni- che i soldi servono prima a L’Aquila. E anche un ruolo da sottosegretario con la delega solo alla “Ricostruzione” la porrebbe nella scomoda posizione di spiegare a Cialente che le risorse sono poche e possono essere date solo con il contagocce. Quindi meglio per lei puntare a qualche altro dicastero e giocare di sponda. O rimanere, più semplicemente, a fare la senatrice “di lotta e di governo”, senza neanche correre il rischio di bruciarsi insieme a Renzi. In uno scenario del genere, ogni senatore può comodamente alzare il prezzo per un voto diventato ancora più prezioso.

Ecco perché la Pezzopane non è affatto preoccupata che l’ennesima crisi di governo possa far perdere tempo prezioso di quei trenta giorni indicati dallo stesso Cialente come dead line per reperire urgentemente fondi per la ricostruzione.
Tanto meno la senatrice può essere turbata dell’assottigliamento della maggioranza al Senato che, da “larga intesa”, è diventata poco più consistente di quella che sosteneva l’ultimo Governo Prodi.

Per SupeStefy, accada quel che accada, l’unica vera priorità per il Paese rimane “ottenere più fondi per la ricostruzione dell’Aquila.”
Una senatrice così legata agli interessi del suo territorio, non meriterebbe almeno una statua equestre da issare nel bel mezzo di una rotonda?

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