Una serata dedicata a L’Aquila, alla città, alla sua storia, agli aquilani con Roberto Giacobbo* che ha presentato il suo libro ”Templari Dov’è il tesoro”, nell’ultimo incontro che ha chiuso la rassegna Santi Libri,  al San Donato Golf di Santi di Preturo.
Nota stonata la mancata presenza dell’amministrazione pubblica ad accoglierlo. Proprio Giacobbo che ha dedicato tante puntate  all’Aquila, che ha portato nelle case degli italiani e non solo, le sue immagini e la sua storia, avrebbe almeno potuto almeno essere inserito nel Programma della Perdonanza? Niente e nessuno. “Non sono stato contattato da nessuno ma io non mi aspettavo nulla, ho fatto tutto questo perchè amo questa città”, afferma colto di sorpresa dalla domanda provocatoria. “Non sono aquilano ma sono innamorato di questa città, pur non essendoci nato, e questo territorio l’ho scoperto anche grazie a Maria Grazia Lopardi che mi ha fatto conoscere la storia dell’Aquila e dei Templari”. Così Roberto Giacobbo inizia a parlare del suo amore per questo territorio e per la sua storia, amore che ha trasmesso anche alle sue tre figlie, Angelica, Giovanna e Michela. “Ho anche una casa in affitto nel bosco dove mi rifugio con la mia famiglia e nel mio piccolo con le mie trasmissioni ho narrato la bellezza di questi luoghi con lo slancio di chi ama questa terra”.
“L’Aquila è molto più importante di quanto in realtà le sia stato riconosciuto fino ad oggi in giro per il mondo ci sono luoghi, frutto  soprattutto di operazioni di marketing turistico, come Stonehenge, che vivono di leggenda eppure richiamano un milione di visitatori l’anno. Nel capoluogo abruzzese c’è una situazione inversa: il 90 per cento è storia e il 10 per cento neanche leggenda, ma ipotesi da verificare. Io penso che raccontare al pubblico, non solo nazionale ma anche internazionale, la storia di una città che nell’età medievale era tra le più importanti d’Europa potrebbe rappresentare una risorsa e un’opportunità per il turismo. Del resto, di fronte la Basilica di Collemaggio, fu proclamato un Papa, Celestino V, l’unico fuori delle mura di San Pietro. Vorrà dire qualcosa?”.
Il conduttore di Voyager conduce il pubblico in una caccia al tesoro, attraverso i segreti seminati dai Templari nel loro lungo cammino da Gerusalemme a Rhode Island. “Sapete che la parola ‘templare’ è tra le 5 parole che più stimolano i giovani?”, afferma introducendo il viaggio tra i misteri di questo Ordine Cavalleresco. Certo affascina la teoria che la città dell’Aquila sia stata costruita sulla pianta di Gerusalemme o meglio la fondazione della città dell’Aquila come progetto dei 100 castelli per la nuova Gerusalemme; poi Celestino V che protegge il Santo Graal, il Cristo di Santa Maria ad Criptas di Fossa che ricorda la Sacra Sindone, l’Arca dell’alleanza, la nascita del santuario di Loreto e la stanza di Maria trasportata via mare, la scoperta dell’America e lord Sinclair.  Un grande giallo architettato dalla Storia con la soluzione proprio a un passo dall’essere scoperta.
“E’ più importante raccontare il 90 per cento di storia o il 10 per cento di fantasia? Il segreto è solo nel come lo si rappresenta”. Meditate gente, meditate.
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*Roberto Giacobbo, vice direttore di Rai 2, conduttore e autore di Voyager, ha dedicato a L’Aquila diverse  puntate:
-nel 2003,   una puntata dedicata a L’Aquila  con un percorso che attraversa l’Abruzzo sulle orme di celestino V dell’eremo di S. Spirito a Maiella fino a L’Aquila
-nel 2004,  una puntata di Voyager Ragazzi con gli alunni della scuola de Amicis
-nel 2008,  una nuova puntata di Voyager dedicata a L’Aquila alla Basilica di Collemaggio al passaggio dei Templari alla chiesa di santa Maria ad criptas di Fossa

di Maria Cattini

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