Un pubblico incredibilmente “catturato” e curioso quello che ha assistito alla presentazione dell’ultimo libro di Roberta Bruzzone dal titolo Chi è l’assassino, diario di una criminologa, nell’ambito della kermesse letteraria Santi Libri che si tiene al San Donato golf club di Santi di Preturo (L’Aquila).
Dal salotto di Porta a Porta condotta da Bruno Vespa a Santi Libri, la criminologa, ormai famosa al grande pubblico televisivo, ha raccontato un viaggio lungo 10 anni di lavoro e il dietro le quinte dei numerosi casi di cui si è occupata, molti dei quali oggetto del suo ultimo libro,  tra criminal profiling, interrogatori e scene del crimine. La Bruzzone, che è anche psicologa forense ed esperta di analisi e ricostruzione della scena del crimine, è stata consulente tecnico in alcuni degli episodi di cronaca nera più rilevanti degli ultimi anni, dalla strage di Erba all’omicidio di Sarah Scazzi, al caso di Melania Rea.
Con passione ha raccontato di «quando ho rimesso il mio mandato di consulente di Michele Misseri, al Gip ho detto chiaramente che non me ne andavo perché credevo Misseri colpevole dell’omicidio, ma perché non potevo difendere un individuo che si autoaccusava di un omicidio che io, in scienza e coscienza, non credevo e non credo possa aver commesso. Oppure delle sue anticipazioni rispetto alla sentenza del delitto di Simonetta Cesaroni.
«La realtà è ben diversa da quello che si vede nelle serie televisive alla Csi, senza problematiche nè intoppi», ha esordito subito la Bruzzone, «purtroppo l’esperienza maturata in questi anni è stata tantissima e ho avuto l’occasione di occuparmi di alcuni casi che hanno riscosso molta attenzione a livello mediatico constatando, la profonda discrepanza tra ciò che viene prospettato dai mass media e quelli che sono i dati e i fatti visti da chi come me analizza direttamente i casi. Ho voluto, quindi, fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti che hanno caratterizzato queste vicende che spesso, purtroppo, sono stati distorti».
«Io non mi farei operare da un chirurgo bravissimo sulla carta ma che non ha mai preso un bisturi in mano», confessando di aver voluto scrivere questo libro perché «stanca di vedere nel mio ambito professionale colleghi che presenziano in televisione parlando di casi e di crimini di cui personalmente non si sono mai occupati, che parlano di dati e referti senza aver mai fatto un sopralluogo tecnico in vita loro». Orgogliosa di poter parlare anche del suo curriculum, come ammette lei stessa, più unico che raro in Italia, «e specializzazioni (esperto di ricerca e repertamento tracce sulla scena del crimine e il  titolo di Bloodstain Pattern Analyst Certificato) che vengono conseguite negli Stati Uniti perchè in Italia non esistono percorsi di studi analoghi», ha chiarito di essersi voluta togliere qualche “sassolino dalla scarpa” in un “sistema giudiziario e investigativo che non è infallibile”.
Il futuro prossimo? Un libro sul “femminicidio”, anticipa la Bruzzone. «Un fenomeno dilagante che mi preoccupa molto molto, tiene a precisare. – Purtroppo, nella maggior parte dei casi gli omicidi, le violenze e gli stupri subiti dalle donne vengono commessi da persone conosciute (partner, ex partner, familiari, amici, ecc) e non da sconosciuti come spesso siamo portati a pensare e troppo spesso le violenze e gli omicidi delle donne non sono solo prevedibili ma anche prevedibili».
di Maria Cattini

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