Se ci fossero stati ancora dei dubbi sulla genesi squisitamente politica di Abruzzo Engineering, legato principalmente al centro sinistra aquilano ma non solo, a dirimerli definitivamente e a fare pubblicamente outing ci ha pensato il Presidente della Terza Commissione del Consiglio regionale, Lorenzo Berardinetti, con una nota diffusa nel pomeriggio: “Voglio ricordare che da Consigliere provinciale di maggioranza, con l’allora Giunta Pezzopane, ho partecipato, dapprima, alla costituzione di Abruzzo Engineering e, successivamente, sono stato designato componente del consiglio di amministrazione della società. Conosco, da sempre, Abruzzo Engineering ed ho vissuto, in prima persona, le difficoltà e le problematiche che hanno incontrato i suoi dipendenti, in tutte le fasi che li hanno visti coinvolti, a partire dalla cassa integrazione.” Insomma tanta sofferenza per Berardinetti, oggi Consigliere regionale, e per i suoi ex colleghi meno fortunati e rifugiati in Abruzzo Engineering, casomai con il ruolo di funzionari. Dopo le roventi polemiche sui social e sulla stampa locale, è scattato l’allarme degli esponenti del centro sinistra che sono corsi ai ripari cercando di difendere l’indifendibile. “Attraverso l’approvazione di questa norma, scrive ad esempio il giovanissimo capogruppo del PD Sandro Mariani -non abbiamo soltanto salvato il futuro lavorativo di 180 famiglie abruzzesi, ma abbiamo dato linfa vitale al Genio Civile, ai Comuni del Cratere, e al tempo stesso prodotto un risparmio di ben 20 milioni di euro per le tasche dei contribuenti.” Accidenti, sopratutto la storia del presunto risparmio di 20 milioni di euro per i contribuenti passerà agli annali.  Comunque “da questo momento – si dice sicuro Berardinetti – si apre una nuova fase per Abruzzo Engineering”.

Certo: quella dello stipendio dei dipendenti assicurato dalla Regione senza superare alcun concorso. Niente di nuovo sotto il sole.

Laquilablog.it, 16 luglio 2015

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