di Maria Cattini – All’indomani della sentenza del Tar che costringe l’Ater di Pescara a pagare, tra more e sanzioni, 1.556.267 euro di Imu 2012, il super direttore Paolo Costanzi, Amministratore Unico dell’ente nonché Direttore Amministrativo del Consiglio regionale, è fuori di sé. E torna all’attacco passando dalle aule di giustizia amministrativa a quelle delle colonne dei giornali per cercare di spiegare al popolo la sua verità con una una lunga lettera, tempestata di punti esclamativi a sottolineare la sua rabbia.

I giudici del Tar, infatti, con estrema chiarezza hanno rigettato in toto le osservazioni di Costanzi: «le doglianze sono tutte prive di fondamento», hanno scritto nero su bianco nella sentenza. Non solo, i giudici hanno inoltre sottolineato anche l’illogicità dell’interpretazione delle normative tributarie da parte dei vertici dell’Ater di Pescara riguardo all’aliquota fissata per alloggi rispetto a quella prevista per gli immobili locati. «Anche tale doglianza è priva di pregio», ha sottolineato il Tar, «lo Stato ha inteso destinare al Comune tutto il gettito del tributo».
Nella lunga lettera di difesa dalla sentenza del Tar, Costanzi, senza rinunciare a tutti quei tecnicismi che fanno di un burocrate un vero burocrate, fa sapere di non aver perso assolutamente l’ottimismo e la fiducia in sé stesso: “Per fortuna, però,- spiega- che per l’anno successivo, cioè il 2013, il legislatore nel sospendere l’Imu per la prima casa lo fa anche per gli alloggi popolari. Evidentemente-  si rallegra Costanzi-  l’affermare che un alloggio di edilizia popolare sia di fatto una prima casa non è poi così improprio!”, come affermano i giudici del Tar. Insomma, per il Super Direttore, l’operazione è perfettamente riuscita anche se il paziente è morto.
Purtroppo per lui, non avendo pagato l’imposta per tempo, adesso il debito dell’Ater  nei confronti del Comune è addirittura aumentato. L’Ufficio tributi del Comune di Pescara è intenzionato ad applicare alla tassa ancora da versare anche la sanzione del 30 per cento e gli interessi, pari al 2,5 per cento annuo. Totale: 1.556.267 euro, meno le somme già versate dall’Ater. “Chiederemo la rateizzazione massima prevista dal Decreto del fare, in vigore da ieri”, rivela Costanzi dalle colonne de Il Centro. Si parla addirittura di una nuova richiesta di rateizzazione, questa volta addirittura di 10 anni.
“L’Ater, se sarà chiamata a pagare le sanzioni e gli interessi”, aggiunge Costanzi, “lo dovrà fare non per l’esito del ricorso al Tar, ma semplicemente perché non aveva i soldi per pagare l’Imu per l’anno 2012 nell’importo fissato dalle norme nazionali e dal Comune nei tempi stabiliti. Non li aveva e non li ha, salvo il ricorso a un debito con il tesoriere che, ovviamente, è cura peggiore”. In pratica, Costanzi, più che dare seguito ad una sentenza del Tar contraria ai suoi convincimenti, tiene a precisare che deve piegarsi ai conti drammatici dell’ente che è stato chiamato ad amministrare. 
Ora l’Amministratore Costanzi si trova punto e capo: sarà costretto nuovamente a bussare al Comune di Pescara e a chiedere di venire incontro alla situazione disastrata dei conti dell’Ente.

“E di questo ringrazio- scrive Costanzi in chiusura della lunga missiva, forse con un pizzico di ironia- il Sindaco Albore Mascia e l’Assessore Isabella Del Trecco che, al pari dell’Ater, evidentemente affrontano quotidianamente quelli che spesso sono reali drammi umani.”

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